Sesso a pagamento nel centro massaggi
La polizia fa scattare il sequestro ai locali di via Davoli: i clienti interrogati confermano “servizi” con tariffe fino a 120 euro
REGGIO EMILIA. Le tariffe andavano da un minimo di 80 a un massimo di 120 euro per un’ora di prestazione. Massaggi sì, ma speciali. Tanto che la questura parla chiaramente di prostituzione, che veniva praticata in quelle stanza con lettini e luci soffuse.
VIA DAVOLI. E’ per questo che sono scattati i sigilli per il centro massaggi di via Davoli 4, quartiere Santa Croce. Un sequestro preventivo che fa salire a cinque il numero delle strutture chiuse dalla polizia dall’inizio dell’anno, per la stessa ragione: prestazioni sessuali invece di massaggi. Un numero importante che fa dire una cosa precisa al capo della Squadra mobile Guglielmo Battisti: «Dimostra che la prostituzione, pur ancora presente in strada, si sta spostando sempre di più al chiuso».
I sigilli al centro di via Davoli sono scattati dopo tre controlli, iniziati lo scorso mese di luglio. Il titolare della struttura, un cittadino cinese, non è mai stato trovato presente. Di fatto, a gestire il centro massaggi era una donna, connazionale. Nel primo controllo, tra le ragazze al lavoro è stata trovata una giovane di origine moldava: è la prima volta che si trovano ragazze non cinesi a servizio di queste strutture.
I CLIENTI. La prova di quanto avveniva dentro quelle stanze l’hanno fornita i clienti. All’uscita del centro massaggi si sono trovati davanti la polizia, che li ha identificati e ha chiesto loro cosa fossero andati a fare in quel centro: hanno confermato che i massaggi avevano una chiara natura sessuale, anche se non venivano consumati rapporti sessuali completi.
Variegata, poi, la tipologia di clienti riscontrata dalla polizia: italiani dai 40 agli oltre 60 anni, ma anche cittadini stranieri.
Alla luce di quanto riferito e di altre violazioni riscontrate dalla polizia, per il locale è scattato il sequestro preventivo. Che di fatto ferma l’attività.
Non è il primo locale che viene chiuso dalla polizia. Dall’inizio dell’anno, infatti, si tratta del quinto.
CINQUE SEQUESTRI. A febbraio era stato chiuso il centro “Oasi”, in via Turri 69: quando la polizia aveva fatto irruzione aveva trovato tra i clienti anche un ragazzino di 17 anni. A marzo era stata la volta del centro massaggi “Ebay” in piazzale Marconi. Ad attivare la polizia erano stati i vicini, esasperati dal continuo via via di persone: avevano messo a disposizione le finestre che davano sulla struttura, per permettere agli investigatori le indagini. E’ così che avevano trovato riscontro del fatto che dietro ai massaggi si nascondevano prestazioni sessuali.
A maggio era stato chiuso il centro massaggi “Beauty”, in via delle Scuole a Scandiano. Anche qui le due massaggiatrici, cinesi, fornivano massaggi a sfondo sessuale. Quindi, a giugno, era toccato al centro massaggi “Luna” di via Newton, a Cadé.
Tutti i locali risultano ancora sequestrati. Tranne quello di Scandiano i cui muri, dopo la rescissione del contratto di affitto, è tornato in disponibilità del proprietario.
I controlli su questo fronte non smettono. La polizia è determinata a chiudere le attività fuori legge. Si tratta di iniziative fortemente volute dal questore Isabella Fusiello, contro il degrado nei quartieri più a rischio della città: non a caso, infatti, molti del locali sequestrati sono stati scoperti nel quartiere della stazione e a Santa Croce, zone spesso al centro della cronaca.
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