«Subito scarcerati? Giusto, il carcere non recupera»
Vanna Iori, deputato Pd, sulla guerriglia urbana in zona stazione: "Credo che la scelta dei giudici a Reggio sia stata corretta. Non possiamo tenere dentro nelle carceri, già straripanti, delle persone per rissa"
REGGIO EMILIA. «Credo che la scelta dei giudici a Reggio sia stata corretta. Non possiamo tenere dentro nelle carceri, già straripanti, delle persone per rissa, in un contesto dove le risse non sono tra l’altro rare. Capisco l’indignazione delle gente, ma il punto è che bisognerebbe prima di tutto lavorare sulla prevenzione per non arrivare a situazioni del genere».
La deputata reggiana del Pd Vanna Iori, che fa parte della commissione Giustizia della Camera, interviene sulla guerriglia urbana tra nigeriani che si è consumata in zona stazione e ha choccato due volte i reggiani, prima per la violenza dimostrata dai contendenti e poi per l’immediata scarcerazione degli stessi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12047272:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/06/fotogalleria/reggio-emilia-le-immagini-della-maxi-rissa-in-stazione-1.12047272]]
Il sindaco Luca Vecchi ha puntato il dito sulle norme «pseudogarantiste» che «sono uscite dalla storia e soprattutto dalla percezione comune della gente» e il procuratore capo Giorgio Grandinetti e il presidente del tribunale Francesco Caruso hanno indicato nel cosiddetto decreto «svuotacarceri» la radice dei problemi attuali, dato «che è diventato quasi impossibile tenere dentro qualcuno».
Nel dibattito che si è innescato in città, la deputata Vanna Iori esprime un punto di vista differente, e molto probabilmente poco popolare. «Gli studi ci dicono che le misure alternative al carcere riducono fino al 40% la recidiva, mentre più teniamo le persone in galera e più è probabile che ci tornino appena scarcerate. Questo è lo spirito della legge, che infatti promuove misure alternative al carcere, come gli arresti domiciliari».
I nigeriani coinvolti nella rissa - tutti incensurati e con il permesso di soggiorno – per ora se la sono cavata con il semplice obbligo di firma quotidiano in questura. In attesa che il prossimo primo ottobre venga celebrato il processo. Ma il fatto di essere stati subito scarcerati, è un fatto che i cittadini faticano a comprendere.
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«Prima di invocare nuove leggi o una differente applicazione delle stesse - dice Vanna Iori - bisognerebbe affrontare le situazioni di degrado che sono all’origine di episodi simili e che sono il frutto di una problematicità economica, sociale e anche urbanistica. La zona stazione è stata lasciata a se stessa per troppo tempo. C’è un problema di prevenzione, ma anche di educazione alla cittadinanza. Questo non toglie comunque che servano anche strumenti repressivi, come l’espulsione per chi è clandestino o, come dicevo, gli arresti domiciliari».
Per la deputata uno degli interventi auspicabili è l’aumento della presenza delle forze dell’ordine e della polizia municipale e plaude all’idea del Comune di aprire un ufficio dell’assessorato alla Sicurezza in zona stazione, «perché si deve lavorare a stretto contatto con i comitati dei cittadini, che vanno ascoltati e coinvolti».
La deputata è preoccupata anche di un altro aspetto. «Dobbiamo guardare ai figli delle persone che vivono nell’illegalità. Dobbiamo preoccuparci che vadano a scuola e che non abbiano soltanto modelli negativi, come la prostituzione o lo spaccio di droga. Se non interveniamo è possibile che ancora loro, una volta cresciuti, delinquano».
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