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guastalla - dove c’era una casa di latitanza

Una lapide per ricordare il partigiano Irmo Pazzi

Una lapide per ricordare il partigiano Irmo Pazzi

GUASTALLA. Un evento per ricordare il partigiano Irmo Pazzi e per rendere omaggio alla frazione di San Rocco, che con le sue numerose case di latitanza e i martiri caduti sotto il fuoco nazifascista,...

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GUASTALLA. Un evento per ricordare il partigiano Irmo Pazzi e per rendere omaggio alla frazione di San Rocco, che con le sue numerose case di latitanza e i martiri caduti sotto il fuoco nazifascista, ha rappresentato il cuore della Resistenza guastallese.

Tante persone hanno partecipato ieri all’evento organizzato dall’Anpi e dal Comune a casa della famiglia Pazzi, nell’ambito delle manifestazioni organizzate in occasione del 70° anniversario della Liberazione. La zona di San Rocco, a cavallo fra Guastalla e Novellara, va ricordata per aver visto la formazione della prima squadra partigiana nel caseificio “Copelli” e per aver dato alla Resistenza figure di primo piano come Attilio Gombia, organizzatore della lotta partigiana nel triveneto, a James Malaguti, comandante della 77° Brigata Sap “Fratelli Manfredi”.

Nel suo discorso il sindaco Camilla Verona ha rivolto lo sguardo a quanto sta accadendo oggi con i profughi in fuga dalla guerra siriana e il presidente dell’Anpi di Guastalla Stefano Storchi ha detto che in questi giorni si sono visti «troppi treni, troppo filo spinato e troppi numeri sulle braccia per restare tranquilli».

Glauco Bertani, di Istoreco, ha ricordato come «San Rocco è stata particolarmente antifascista» e già «durante la Prima Guerra Mondiale era stato un luogo di lotte contadine». Pertanto non è stato un caso che questo territorio, imbevuto fin dall’inizio del secolo di socialismo, abbia dato molti partigiani. Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi, si è detta preoccupata dei recenti raduni in Lombardia delle formazioni d’ultradestra come CasaPound e Forza Nuova, sottolineando come questo obblighi tutti a un maggiore sforzo nel tramandare la memoria. Nel corso della cerimonia è stata scoperta una lapide dedicata a Irmo Pazzi ed è stata data la parola a due testimoni d’eccezione, i cugini Giovanni e Annunciata Pazzi, che hanno ricordato i drammatici giorni della Liberazione. (j.d.p.)

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