Gazzetta di Reggio

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A San Pellegrino è festa per i 106 anni di Dina Camellini

di Luigi Vinceti
A San Pellegrino è festa per i 106 anni di Dina Camellini

REGGIO EMILIA. Le “nonnine” di Reggio, dopo la scomparsa di una coetanea avvenuta lo scorso lunedì 7 settembre, sono rimaste solo due. Hanno entrambe superato lo straordinario traguardo dei 106 anni...

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REGGIO EMILIA. Le “nonnine” di Reggio, dopo la scomparsa di una coetanea avvenuta lo scorso lunedì 7 settembre, sono rimaste solo due. Hanno entrambe superato lo straordinario traguardo dei 106 anni di età. La più “giovane” delle due anziane signore (questione di un paio di mesi) si chiama Dina Camellini ed ha festeggiato nei giorni scorsi l’eccezionale compleanno nella Casa per anziani San Pellegrino.

In suo onore è stata organizzata una bella festa e la signora Dina si è trovata circondata dall’affetto dei nipoti e di altre persone, amiche, conoscenti. In effetti sono tante le sue concittadine che le devono riconoscenza per la dedizione e la disponibilità sempre dimostrate.

Assicura di non avere segreti per la sua splendida longevità, ma forse sta proprio nelle doti personali – soprattutto la capacità di regalare la gioia di un sorriso - il mistero di questa lunga esistenza. La signora Dina ha lavorato per decine d’anni come infermiera nella Casa di cura Villa Verde. In particolare è stata impegnata nel reparto di maternità ed ha quindi aiutato un numero incredibile di partorienti nelle fasi dolorose del travaglio, trovando sempre il modo di portare un po’ conforto e di serenità. «Tante volte – racconta volentieri – ho trascorso notti intere accanto al loro letto per assistere i casi più gravi e delicati. La gioia che mi trasmettevano alla fine mi ripagava di qualsiasi sacrificio».

Naturalmente non rammenta tutti i particolari e ogni tanto la memoria la tradisce. Ma, amabilmente sollecitata, risponde a tutte le domande riuscendo addirittura ad offrire, con simpatica chiarezza, alcuni scampoli di lingua francese.

Non si è sposata e non ha avuto figli, ma in compenso ne ha aiutati un numero straordinario a venire al mondo. «Ad un certo punto – prosegue - è arrivato il momento della pensione e don Angelo Cocconcelli, che all’epoca guidava la parrocchia, mi ha invitato a continuare a svolgere la mia attività assistenziale a favore di chi viveva all’interno di questa casa di riposo che aveva creato. Ho detto di sì e l’ho fatto sin che ho potuto».

Poi, naturalmente, si è unita agli altri assistiti – in tutto una quarantina di persone – ai quali, a quanto pare, ha addirittura portato fortuna.

«Ora – completa infatti con orgoglio la direttrice della struttura – ci sono altre tre nostre signore che hanno superato la soglia del secolo di vita».

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