Marcello Coffrini denunciato per il video del clan
Il sindaco di Brescello in Consiglio addita Catia Silva ripresa durante un viaggio a Cutro nel 1989: un filmato diffuso anche dai Grande Aracri che inguaia il primo cittadino. La consigliera fa due denunce
BRESCELLO (REGGIO EMILIA). C’è una denuncia che pende da circa due settimane nei confronti di Marcello Coffrini, sindaco di Brescello, comune da tre mesi sotto indagine da parte di una commissione prefettizia che sta ricostruendo i presunti rapporti tra gli affiliati del clan ’ndranghetista cutrese dei Grande Aracri con la società civile e l’amministrazione della Bassa reggiana, dove il sodalizio criminale ha messo radici prosperando negli anni.
A presentare la querela per diffamazione è stata la consigliera di minoranza in quota al Carroccio, Catia Silva, anche lei “teste” della commissione guidata dal vice prefetto vicario Adriana Cogode, dal capitano dei carabinieri Dario Campanella e Giuseppe Zarcone della prefettura di Torino, che hanno appena chiesto la proroga delle indagini.
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Al centro dell’intricata vicenda che vede invischiato il primo cittadino, ci sarebbe un video corredato da alcune foto già acquisite anni fa dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bologna - che ha già cassato il materiale - impegnata nell’inchiesta Aemilia e che vedono ritratta la consigliera di opposizione durante un viaggio avvenuto 26 anni fa a Cutro.
Un video che due anni fa i Grande Aracri cercarono di passare agli organi di informazione, i quali non raccolsero l’invito alla pubblicazione temendo che fosse in atto un’operazione di delegittimazione ai danni di Catia Silva, figura centrale della lotta alle mafie a Reggio. Proprio in quel periodo, infatti, Francesco Grande Aracri - residente in via Pirandello a Brescello nonché fratello del boss Nicolino, quest'ultimo attualmente detenuto in regime di 41 bis - era stato il destinatario di un ingente sequestro patrimoniale per circa 3 milioni di euro di valore seguito alla condanna per associazione di stampo mafioso del 2004, uomo considerato il reggente della cosca nel Reggiano.
Il video recuperato dagli oppositori della consigliera leghista fu girato nel 1989. All’epoca Silva aveva 26 anni, lontana da qualsiasi velleità politica: diventerà militante del Carroccio molto tempo dopo, negli anni Duemila, dopo aver cominciato la sua battaglia contro il radicamento delle mafie nella Bassa.
Silva all’epoca del video era la fotografa di Brescello, giunta quell’estate fino a Cutro insieme ad altri quattro brescellesi su invito di Carmine Rondinelli, per immortalare il battesimo di un parente del muratore calabrese che era già residente nella Bassa insieme alla famiglia. Lo stesso Rondinelli il cui figlio Girolamo, nel 2009, minacciò la consigliera della lista Brescello Onesta insieme a Salvatore Grande Aracri, Alfonso Diletto e Salvatore Frijio.
Un processo ancora in atto, per il quale si procede ora per mafia data la presenza di Alfonso Diletto, capobastone dei Grande Aracri, ora detenuto in regime di carcere duro, che voleva che Silva smentisse un articolo che parlava della presenza della ’ndrangheta proprio a Brescello.
Il filmato è tornato in auge, a quanto sembra, proprio in questi mesi, come dichiarato ufficialmente dal sindaco Coffrini durante il consiglio comunale del 27 luglio scorso, che richiama il fantomatico filmato per additare la consigliera di opposizione, che in quella seduta consiliare non ha voluto prendere posto perché da mesi ormai le convocazioni si sono diradate creando una sorta di vuoto amministrativo.
«Trovo veramente difficile ricevere accuse da chi, in modo inequivocabile, ha banchettato con i capi della organizzazione criminale oggetto delle inchieste emerse negli ultimi mesi, presso la loro casa» ha detto Coffrini, come riportato nel verbale della seduta, affermando che «poiché trattasi un dato certo, direi fatto di pubblico dominio», il sindaco manifesta le sue «perplessità al riguardo evidenziando come il pulpito dal quale proviene la predica non può essere definito, certamente, di livello adeguato».
Peccato, però, che proprio sul quel filmato e su chi l’avesse diffuso si fosse già cristallizzata l’attenzione dell’Arma. Qualche settimana prima, infatti, proprio la consigliera aveva presentato una precedente denuncia contro ignoti legata proprio alla diffusione del video, del quale era stata informata e poi sentita proprio dalla Dda.
Nella seduta successiva alle dichiarazioni pubbliche di Coffrini, Silva ha chiesto spiegazioni al sindaco, che avrebbe confermato di aver visionato il filmato durante la campagna elettorale del 2014. Fatto che ha fatto saltare la mosca al naso alla consigliera, la quale ha sporto denuncia per diffamazione a calunnia contro il sindaco.
La sequenza dei fatti e la presentazione delle denunce sono ora la vaglio dei carabinieri che hanno preso in carico le querele. In paese il video sembra tenere banco grazie all’interessamento mirato di alcuni concittadini di Silva, come rivela la telefonata giunta pochi giorni fa alla Gazzetta. Un circolo di persone che dopo i Grande Aracri vede ora al centro gente comune e, non ultimo, il sindaco del paese, che avrebbe visionato il filmato un anno fa senza rivelare al momento da chi gli sia stato consegnato. Nelle immagini si vede Catia Silva durante la celebrazione del battesimo che fotografa l’evento. Le fotografie la ritraggono invece seduta vicino a una tavolata organizzata dai Rondinelli.
Proprio il filo rosso che lega il filmato alla sua distribuzione potrebbe inoltre rientrare nelle indagini di interesse della commissione prefettizia, che sta sentendo diverse persone - dagli amministratori alla gente comune - per concludere i lavori dell'inchiesta amministrativa voluta dal prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto.
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