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Comer, la nuova frontiera è l’India

di Luigi Vinceti
Comer, la nuova frontiera è l’India

Il colosso reggiolese pronto ad aprire un impianto in Oriente

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REGGIOLO. È l’India la nuova frontiera della Comer. L’importante realtà imprenditoriale reggiolese, una delle eccellenze del distretto della meccatronica, sta infatti per aprire un grosso impianto produttivo nel popoloso Paese orientale. Ne dà conferma il presidente dell’azienda – e di Federmeccanica – Fabio Storchi, che valuta i possibili benefici del progetto partendo dai risultati messi a segno durante lo scorso anno. «Nel 2014 il fatturato del nostro gruppo – spiega – ha raggiunto il livello record dei 390 milioni di euro, il 7% in più in soli dodici mesi. Merito delle esportazioni che hanno raggiunto l’85% dei ricavi complessivi. Il mercato principale resta quello degli Usa, che sta però lamentando un rallentamento, una battuta d’arresto».

La frenata statunitense degli ordini si aggira sul 20% e viene dopo ben cinque anni di crescita ininterrotta. «Gli agricoltori americani – precisa il presidente – hanno fermato gli investimenti in macchinari poiché stanno subendo il calo dei prezzi delle “commodities” oltre che dei biocarburanti, etanolo e bioetanolo, come conseguenza del crollo delle quotazioni del petrolio. Purtroppo anche dal Brasile arrivano indicazioni poco incoraggianti. Vanno bene, al contrario, le commesse della Cina dove la Comer è presente sin dagli anni Ottanta e dove è operativo uno stabilimento che dà lavoro a 150 persone e sta producendo trasmissioni meccaniche per le torri eoliche e le macchine agricole».

«La meccanizzazione dell’agricoltura – completa Storchi – rientra in un piano quinquennale voluto dal Governo cinese e per ora non è stato intaccato dalle fluttuazioni del cambio». Come si colloca in questo contesto il rafforzamento nella penisola indiana di un’azienda come la sua che è fra i leader mondiali per i sistemi di trasmissione di potenza destinati alle grandi macchine industriali ed agricole? «Riteniamo che il mercato della cantieristica vi ritroverà slancio. Cominceremo con l’assemblaggio delle varie componenti provenienti dall’Italia poi passeremo, penso in tempi ragionevoli, alla produzione dei pezzi direttamente in loco».

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