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La street art cambia volto alla facciata del teatro

La street art cambia volto alla facciata del teatro

Villa Minozzo: il gigantesco murales è stato realizzato dai due writer Ericalcane e Bastardilla. L’intervento, a costo zero per l'amministrazione comunale, ma non mancano le polemiche: «Ha un impatto troppo forte»

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VILLA MINOZZO. Una nuova faccia per il teatro di Villa Minozzo, fra lupi, pecore e marionette che fanno discutere. Da pochi giorni la parte frontale del teatro “I Mantellini”, nel centro del paese appenninico a pochi metri dal municipio, ospita un enorme disegno realizzato da due nomi noti nel mondo della street art, Ericailcane e Bastardilla, una coppia di Belluno che ha già operato in passato nel reggiano, compagna nell’arte e nella vita: Ericailcane è il nome d’arte di un uomo, Bastardilla è la sua partner.

L’intera facciata, finestre escluse ovviamente, oggi contiene un grande lupo che con una mano manovra delle pecore tramite fili da marionette, mentre dall’altro lato deve difendersi da un tentativo di rivolta, di pecore e uomini che vogliono tagliare quei fili. Un’opera suggestiva, di forte impatto visivo perché chi arriva al teatro dal centro si troverà di fronte un ingresso piuttosto vistoso, ben diverso dall’anonimo muro delle origini. Ericailcane e Bastardilla hanno realizzato il tutto in un paio di giorni la scorsa settimana, in un’operazione a costo zero per le casse pubbliche.

L’idea di chiamare gli artisti di Belluno arriva da Graziano Malvolti e Bendetto Valdesalici del circolo culturale Enrico Zamboni, che porta il nome del rivoluzionario e partigiano anarchico originario del villaminozzese fucilato dai fascisti assieme a don Pasquino Borghi e ad altri sette resistenti il 30 gennaio 1944. L’allestimento è stato preso in carico dall’associazione Villacultura con il via libera dell’amministrazione comunale, che ha dato il proprio benestare all’intervento. Il Comune non ha speso nulla, perché Ericailcane e Bastardilla non hanno chiesto alcun compenso e sono stati ospitati dagli amici del circolo Zambonini.

La vernice e i materiali sono stati invece pagati da Villacultura, la realtà che più di tutti utilizza e promuove il teatro del paese. In un paio di giorni i due writer hanno completato il grande disegno. L’intervento non era stato annunciato. Ora Villa Minozzo si unisce ai tanti comuni reggiani che in questi anni stanno accogliendo lavori di street art in luoghi pubblici, a volte abbandonati o a volte semplicemente privi di decorazioni.

L’accoglienza è stata mista, non priva di qualche polemica. Alcuni hanno sostenuto che si tratti di un’opera “troppo forte”, calcando la mano sul fatto che l’idea arrivi dal circolo anarchico, e che possa inoltre essere molto impattante per i bambini. Molti altri abitanti però hanno apprezzato parecchio il risultato finale, e pure il messaggio, sottolineando inoltre che la vecchia facciata del teatro era, dal lato opposto, davvero smorta e anonima.

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