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Per i Sentieri partigiani l’ultima tappa a Reggio

di Adriano Arati
Per i Sentieri partigiani l’ultima tappa a Reggio

Oltre cento giovani tedeschi ad ascoltare i racconti dei nostri combattenti Incontro con il sindaco Vecchi, che ha raccontato al storia della sua famiglia

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REGGIO EMILIA. Hanno salutato Reggio dandosi appuntamento al prossimo anno gli oltre cento ragazzi tedeschi protagonisti da giovedì a domenica dei Sentieri Partigiani di Istoreco, l’ormai consueta camminata per i boschi e le carraie percorse settant’anni fa dai resistenti nella montagna reggiana, impegnati nella lotta contro gli occupanti tedeschi e gli alleati fascisti. L’iniziativa parla principalmente straniero, perché oltre il 90% dei partecipanti arriva da Germania, Svizzera e Austria, prenotando la presenza con largo anticipo. Le iscrizioni per l’edizione 2015 erano già esaurite a fine 2014, e al gruppo si sono poi uniti alcuni marciatori reggiani. L’età media era giovanissima, attorno ai vent’anni, ragazze e ragazzi che hanno camminato senza grossa fatica e che si sono piuttosto commossi ad incontrare i partigiani ormai 90enni.

La conclusione si è tenuta in città, nelle campagne attorno a Reggio. Domenica mattina i Sentieri sono partiti da Gavasseto, davanti alla via dedicata ai Fratelli Vecchi, accolti da un ospite d’onore personalmente legato alla questione, il sindaco Luca Vecchi. Fra i fratelli Vecchi ricordati, quattro antifascisti uccisi dai nazisti o dispersi fra prigionia e guerra, c’era anche il nonno dell’attuale primo cittadino, che ha parlato al gruppo tedesco dei ricordi che la sua famiglia si porta dietro da oltre 70 anni. Da Gavasseto si è arrivati poi a Castellazzo, nelle ultime case al confine con San Martino in Rio, per la testimonianza di Giacomina Castagnetti, partigiana e staffetta.

La Castagnetti, assieme ai genitori mezzadri e ai fratelli, ha vissuto a Castellazzo dalla fine degli anni ‘30 e lì ha iniziato la sua lotta. La loro casa contadina era usata dal “soccorso rosso” per sostenere i partigiani e i prigionieri della zona, correndo altissimi rischi. La pioggia ha costretto a sospendere e riprendere l’intervento nella sede di Istoreco, ai chiostri di San Domenico, dove oltre alla Castagnetti ha parlato anche Giovanna Quadreri, la staffetta “Libertà”, originaria di Marola. Al termine, dopo il pranzo, alcuni momenti surreali, con i giovani tedeschi in fila per chiedere autografi alle due resistenti e al terzo ospite, Francesco Bertacchini, nome di battaglia “Volpe”. I Sentieri erano iniziati giovedì a Cerreto Laghi e proseguiti venerdì al Ventasso, prima di intraprendere la discesa sabato con tappe a Vercallo, Cortogno e Gombio. Qui è andato in scena uno dei momenti più riusciti, con il ricordo di Ida e Augusta, due donne tedesche sposate con uomini di Gombio che nell’aprile 1944 hanno salvato la borgata dall’eccidio. La storia è stata narrata prima dal nipote di Augusta, Ciso Piazzi, e poi dalle letture di Max Collini e Arturo Bertoldi, impegnati in una versione speciale del loro spettacolo “Via Toschi 23”.

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