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Spinse lo zio a uccidere il padre, confermati i 16 anni per Ylenia

di Tiziano Soresina
Spinse lo zio a uccidere il padre, confermati i 16 anni per Ylenia

Il delitto di Luzzara: chiusa in Cassazione la cupa vicenda, stessa condanna anche per l'assassino, Matteo Zanetti. A Dominique e Monique, le sorelle della vittima Rodolfo Moretti, un risarcimento di 23 mila euro

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LUZZARA. Sedici anni di carcere ad entrambi, a conferma della sentenza di secondo grado. E’ la “pietra tombale” messa ieri in serata dalla Cassazione su una delle vicende di sangue più sconcertanti (cioè l’omicidio di Rodolfo Moretti) ad opera degli allora parenti-amanti Ylenia Moretti (figlia 25enne della vittima) e il 47enne Matteo Zanetti (lo zio della giovane). Un omicidio inquadrato fin dal primo momento (indagò il pm Valentina Salvi) con Ylenia come “regista” dell’assassinio del padre e Zanetti come esecutore materiale del delitto, a fucilate, che avvenne a Tagliata di Luzzara il 20 luglio 2011.

Ieri la Suprema Corte (il giudizio è con rito abbreviato) ha respinto tutti i ricorsi presentati dalle parti, rimarcando quanto già deciso in Corte d’assise d’appello a Bologna relativamente alle condanne.

In udienza il procuratore generale ha chiesto il ripristino della condanna di primo grado per Ylenia (30 anni di carcere) ritenendo non concedibili le attenuanti generiche alla 25enne, visto il peso delle aggravanti presenti: premeditazione, futili motivi, il legame di discendenza con la vittima, il potere di persuasione sullo zio innamorato perso di lei, la mancata collaborazione in sede processuale. Il difensore di Ylenia (l’avvocato modenese Gianpaolo Ronsisvalle) ha invece chiesto l’assoluzione per la sua assistita, non ritenendo provato il suo ruolo di “ispiratrice” dell’omicidio del padre. Il nuovo difensore di Zanetti – cioè l’avvocato Romano Corsi – ha censurato in più punti la sentenza d’appello riguardante il 47enne, chiedendo una riduzione della pena. Tutti ricorsi rigettati.

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In aula non vi sono stavolta i due imputati – la 25enne è rimasta in cella a Modena, lo zio in carcere a Reggio – e delle parti civili inizialmente costituitesi nel processo di primo grado a Reggio era presente solo l’avvocatessa Valeria Miari in rappresentanza di Dominique Moretti (sorella della vittima e moglie di Zanetti), Catia Bosi (figlia di Dominique) e Monique Moretti (sorella della vittima e di Dominique). La Cassazione, per le due sorelle , ha confermato il risarcimento danni di 23mila euro ciascuna, mentre nessuna provvisionale è stata ancora una volta accordata alla Bosi. Anche l’avvocatessa di parte civile aveva chiesto una condanna più severa per Ylenia.

«Stiamo parlando di una giovane – rimarca Valeria Miari – che ha tentato già prima di uccidere il padre (per il tentato omicidio e le minacce al nordafricano che voleva assoldare come killer ha patteggiato 4 anni e 10 mesi di reclusione, ndr) e con le stesse modalità è poi coinvolta nel successivo delitto del genitore. Davanti ad un quadro simile non è condivisibile la concessione delle attenuanti generiche».

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