E ora l’azienda agricola diventa gelateria a Km 0
Da allevamento di bovine da latte a punto vendita di latticini a 360 gradi. A San Bartolomeo, da Gian Paolo Beghetti, tra caciotte, yogurt e coni gelato
REGGIO EMILIA. Anche l’imprenditoria agricola reggiana sta vivendo una fase di grande evoluzione. Merito dell’esperienza dei vecchi contadini abbinata all’ingegno ed al dinamismo dei giovani che, con comuni intenti, stanno percorrendo nuove strade attraverso le quali sperimentare ed esprimere le proprie capacità. Ne dà una tangibile dimostrazione l’azienda di Gian Paolo Beghetti che si trova a San Bartolomeo, lungo la strada che dalla città raggiunge Cavriago, e che da lungo tempo cura l’allevamento di bovine da latte.
Ma qual è stata l’evoluzione dell’azienda?
«Abbiamo 170 capi – spiega Emanuela, figlia di Beghetti – di cui un centinaio in lattazione. Da diverse stagioni abbiamo iniziato a conferire il nostro prodotto alla vicina latteria che realizza la trasformazione in ottimo formaggio. Dallo scorso 30 maggio abbiamo però inaugurato anche un punto vendita che sta dandoci grosse soddisfazioni. Partiamo dalla produzione diretta di caciotte e yogurt, oltre che di crema di formaggio Parmigiano Reggiano spalmabile, per continuare con il burro ottenuto con la zangola come si faceva una volta per finire al… gelato».
Addirittura il gelato?
«Sì - conferma la Beghetti - tutto ciò è caratterizzato da prodotti a chilometri zero che realizziamo noi e le aziende collegate presenti sul territorio. La materia prima è esposta nel magazzino di stagionatura che ha una vista diretta sul negozio e sulla sala di degustazione nella quale sono accolti i clienti interessati ad assaporare le nostre creazioni».
Come vi è venuta questa idea sicuramente originale e insolita per un’azienda agricola?
«E’ una scelta maturata per ampliare ed arricchire la lista delle offerte. Abbiamo destinato parte di uno stabile di 800 metri ai laboratori e al locale di degustazione. Il nostro gelato è basato solo su materie prime selezionate a cominciare dal latte e dalla panna che produciamo noi. Usiamo poi solo la frutta di stagione, senza semilavorati industriali od emulsionanti, evitando aromi artificiali, grassi vegetali raffinati o idrogenati. Dunque un “gelato reggiano” all’insegna della tradizione».
Soddisfatti della risposta del pubblico?
«Il riscontro è assolutamente positivo e non a caso da un paio di settimane siamo stati selezionati dal Gelato Tour».
Di cosa si tratta?
«Ci sono assaggiatori con un mastrogelatiere che fanno il giro della penisola e valutano i gusti a banco escludendo gli esercizi che miscelano polverine. Ci hanno subito accolto. C’è anche una pagina di facebook che parla di noi».
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