«La aspettavamo a casa, non tornerà più»
Zina Gorgos, la gemella di Elena morta in auto a 20 anni, racconta in lacrime il dramma vissuto lunedì dalla sua famiglia
BRESCELLO. «Non riesco ad andare nella sua stanza. Resto qui ad aspettarla ma Elena non tornerà più». Nell’appartamento di via Parini a Lentigione, a due passi dalla scuola materna, la famiglia della giovane morta nell’incidente avvenuto lunedì sera sull’argine all’altezza di Santa Croce di Boretto sta ancora cercando un perché alla tragedia. In casa c’è Zina, sorella gemella di Elena, in compagnia di un’amica, chiamata a sorreggerla in questo momento di dolore indescrivibile. La giovane, in lacrime, accetta di parlare dell’accaduto, ancora incredula e sgomenta. E intanto accarezza il gatto bianco e nero di Elena, che gira per casa ed era molto affezionato alla sua padrona, che ora non c’è più. «Sono venuti tantissimi amici a trovarci – racconta Zina – molti di più di quelli che avrei creduto. Significa che Elena era molto apprezzata e sapeva farsi voler bene. Insieme a loro, poi, siamo andati a deporre dei mazzi di fiori sul luogo dell’incidente, e abbiamo messo una foto di mia sorella».
Elena era una ragazza molto inserita e aveva avuto diversi lavori. La sua famiglia era arrivata dalla Moldavia qualche anno fa, e dopo aver vissuto 4-5 anni a Sorbolo (Parma), i genitori con le due figlie si sono trasferiti a Lentigione. Da quattro anni, insieme alla gemella, la 20enne svolgeva un incarico stagionale all’agricola “Don Camillo” di Brescello, dove era impegnata nella raccolta dei meloni. Da diverse stagioni, visto il suo buon rendimento, veniva riconfermata, e in inverno aveva ottenuto un’altra occupazione stagionale al Pinky bar della vicina Viadana (Mantova). Zina prova a rivivere quei maledetti momenti della serata di lunedì.
«Era stata a Mantova (poi sembra che si sia fermata per un saluto a Viadana, ndr) – ha spiegato – e con i miei genitori la stavo aspettando per la cena. Ma, con il passare dei minuti, ho iniziato a preoccuparmi. Ho avuto i primi sentori quando a chiamarmi è stato il suo ex fidanzato, per chiedermi se sapevo dove fosse, quasi come se lui sapesse già cos’era successo. Lei non mi rispondeva al telefono, e quando alcuni amici mi hanno detto che avevano visto la sua auto sull’argine non ho capito più nulla e ci siamo precipitati sul posto».
La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio dei carabinieri di Gualtieri. Resta da accertare per quale motivo la giovane abbia perso il controllo dell’auto, andando a urtare l’argine sulla sua destra per poi rovesciarsi più volte. «Purtroppo – racconta ancora Zina – mia sorella aveva il vizio di guardare spesso il telefono mentre guidava. Quando eravamo in macchina insieme la sgridavo sempre, ma questa volta non è detto che sia andata così. Abbiamo controllato e il suo ultimo accesso su Whatsapp risulta alle 18. Può anche essere che volesse accendersi una sigaretta. Ma credo che potrebbe essere anche colpa del cuore: Elena infatti soffriva di una patologia cardiaca e forse ha avuto un malore».
Il pm Isabella Chiesi non ha ancora concesso il nulla osta per i funerali. Prima, infatti, potrebbe disporre l’autopsia per accertare le cause che hanno portato la 20enne a sbandare e perdere la vita a bordo della propria Peugeot 206. «I miei genitori stanno sbrigando alcune pratiche. Per loro stare in questa casa, dove tutto ci ricorda lei, è molto doloroso».
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