Morto dopo i tre spari Ora l’accusa è omicidio
SANT’ILARIO. È morto nella notte fra lunedì e ieri, nell’ospedale di Maddaloni (Caserta), Francesco Correra, 56 anni, pregiudicato agli arresti domiciliari, ferito a colpi d’arma da fuoco sabato...
SANT’ILARIO. È morto nella notte fra lunedì e ieri, nell’ospedale di Maddaloni (Caserta), Francesco Correra, 56 anni, pregiudicato agli arresti domiciliari, ferito a colpi d’arma da fuoco sabato pomeriggio mentre era in strada nei pressi della propria abitazione, in via Feudo, a Maddaloni. Per il fatto di sangue, sono stati fermati dai carabinieri Antonio Zampella, di 45 anni, e il figlio Alessandro, di 22 anni, rintracciato a Sant’Ilario, dove si nascondeva a casa di un compaesano.
Ora la loro posizione si aggrava e l’accusa nei loro confronti, da tentato omicidio (che aveva portato al fermo di polizia giudiziaria) si trasforma in omicidio. La vittima era stata raggiunta da tre proiettili all’addome, al gomito e alla gamba destra. Sul movente la pista che gli inquirenti stanno seguendo è quella del delitto maturato nell’ambito dello spaccio di droga: Correra, infatti, stava scontando ai domiciliari una condanna a 17 anni di carcere per traffico di droga. Padre e figlio, i due presunti aggressori, non hanno però precedenti per reati legati agli stupefacenti.
Le indagini dei carabinieri di Maddaloni e della procura di Santa Maria Capua Vetere in breve tempo hanno portato a scoprire i presunti autori dell’agguato. A sparare sarebbe stato il 45enne Antonio Zampella, anch’egli di Maddaloni, aiutato dal figlio Alessandro, che gli avrebbe fornito l’arma usata contro Correra.
Antonio era stato fermato nel paese casertano poche ore dopo i fatti e arrestato con le accuse di tentato omicidio e porto abusivo d’armi.
Dal primo momento i militari hanno cercato anche il 22enne Alessandro, corresponsabile nell’aggressione, ma il ragazzo era sparito nel nulla, dopo aver fiutato la brutta aria che tirava per lui a Campania.
Ha cercato rifugio a centinaia di chilometri di distanza, a Sant’Ilario d’Enza, dove vive un 40enne originario a propria volta di Maddaloni, un amico fidato da cui sapeva avrebbe potuto trovare ospitalità e discrezione. Anche i carabinieri e la procura hanno però fatto lo stesso ragionando, e frugando fra le conoscenze di Alessandro sono arrivati alla persona domiciliata a Sant’Ilario, avvisando quindi i militari della stazione del paese sulla via Emilia. Questi si sono messi all’opera sorvegliando l’abitazione del 40enne e domenica sera, ricevuto il via libera, hanno fatto irruzione nell’appartamento e all’interno hanno arrestato Alessandro Zampella.
Anche il 40enne casertano che lo ospitava è finito guai, con una denuncia per favoreggiamento da affrontare. Le indagini proseguono: il primo obiettivo è trovare l’arma usata per sparare a Correra, il secondo vuole stabilire il movente che ha spinto gli Zampella a uccidere il 57enne spacciatore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
