«Basta un ritocco all’insù e l’appalto è ok»
Volta: «La revisione prova che la concertazione funziona». E sull’attacco di Ghiretti: «Via corrotti e onnipotenti dalle coop»
REGGIO EMILIA. «Non ci sono vincitori o vinti. La revisione dell’appalto di Iren è la sintesi migliore della concertazione tra l’azienda, i territori, il tessuto sociale e imprenditoriale». Andrea Volta, il giovane presidente di Legacoop Emilia-Ovest, getta acqua sul fuoco delle polemiche seguite alla pubblicazione della gara da 48 milioni di euro per l’assegnazione del servizio di raccolta dei rifiuti, ora sospesa dopo la richiesta di un modifica della cifra che forma la base dell’appalto, considerata a 360 gradi troppo bassa per assicurare una giusta remunerazione alle aziende e il mantenimento dei lavoratori svantaggiati in campo alle cooperative sociali. Una di queste, la Emc2 onlus, era presieduta propria da Volta e il 50% del suo fatturato deriva propria dagli appalti con Iren: la sua posizione del presidente, quindi, non era delle più facili ma il risultato sembra aver riportato equilibrio tra le parti.
A lui abbiamo chiesto di intervenire quindi sulla partita Iren e su temi prossimi a questo, come la relazione “pericolosa” tra le coop e i grandi appalti pubblici, messa recentemente all’indice da un dirigente della cooperazione, Claudio Ghiretti, che punta il dito contro l’affarismo e la corruzione che serpeggia nel sistema delle cooperative.
Presidente Volta, qual era il problema per voi cooperatori sull’appalto Iren e come ne siete usciti?
«Per noi basterebbe rivedere l’offerta economica. Poi il resto va da sè: in giro ci sono appalti pessimi e quello di Iren non è certo tra questi: basta un ritocco. Il presidente di Iren, Francesco Profumo, ha dato ascolto a tutti e per questo va ringraziato. Il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, ha avuto il merito di fungere da cerniera tra gli azionisti e i territori interpretando il suo ruolo con meriti evidenti. Per questo posso dire che è stato un risultato corale. Ora attendiamo il nuovo bando consapevoli che le gare si vincono e si perdono. Anche noi spesso le perdiamo ma in questo caso chiediamo solo di poterle giocare».
Ghiretti chiede di annullare le ambiguità e cacciare le coop corrotte che operano sui grandi appalti. Da noi c’è il caso Cpl, a Roma c’è l’inchiesta Mafia Capitale. Che fate, le caccerete?
«Ritengo Ghiretti persona seria e rigorosa. Sappiamo che corruzione e concussione sono endemici in Italia. Noi però abbiamo esempi virtuosi a Reggio Emilia in settori in cui si continua a lavorare bene nel pieno rispetto delle regole. Cir food ha già rinunciato alle gare al massimo ribasso, paga regolarmente e si confronta sempre apertamente con i soci. Così come Transcoop, Coopservice per fare solo alcuni tra tantissimi esempi: tutte hanno una soglia altissima di controlli sulla legalità. Per questo l’associazione deve denunciare le coop illegali così come quando non ci sono le condizioni per poter lavorare. Io non ci sto a dire che dobbiamo scappare da alcuni settori senza combattere. Anzi, io credo che la buona cooperazione debba metterci dentro mani e piedi segnando la strada».
Ci sono coop in mano a gruppi dirigenti che con la scomparsa del partito sono diventate oligarchie, con carriere presidenziali eterne ed errori fatali, come emerso con la crisi e le inchieste, non crede?
«Ci sono state persone che hanno fatto scelte oculate per il bene dei soci e dei lavoratori, altri forse hanno sofferto di delirio di onnipontenza. Ma questa stagione è terminata. La Lega sta aiutando le coop socie, che restano comunque autonome nelle loro scelte. Ci deve essere un numero prefissato di mandati e la nomina di consiglieri esterni è pratica sicuramente utile. Ed è finita davvero l’era nella quale la critica è considerata devianza. Serve la massima trasparenza e il confronto con i soci, che devono conoscere ogni meandro della propria cooperativa».
Tra poco ci sarà l’appuntamento più atteso, l’assemblea di Unieco, con la quale si dovrà scegliere se confermare Mauro Casoli al vertice o cambiare dopo lungo tempo? Cosa accadrà?
«Non sono io che devo scegliere ma i soci di Unieco. Il dibattito interno che c’è stato ha certamente portato ad un proficuo grado di approfondimento. La mia unica esortazione è che chi verrà eletto si metta al lavoro dal giorno successivo per portare avanti il processo di risalita intrapreso in questi mesi, lasciando da parte i dissidi e ricompattando la base. La tempistica è fondamentale in questo momento».
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