Coop Nordest, da Trieste 7000 nuovi soci
Vengono dalla friulana Coop operaie, assorbita dopo il fallimento. Cattabiani: «Siamo soddisfatti»
REGGIO EMILIA. «C’è ancora del lavoro da fare ma nel complesso i primi numeri non sono affatto deludenti. Rifarei l’investimento». Paolo Cattabiani, presindente di Coop Nordest, esprime soddisfazione per l’acquisizione, avvenuta la scorsa estate, della triestina Coop operaie. Dopo il suo fallimento infatti la Nordest si è presa in carico l’onere di rimetterla in piedi, assorbendo non solo i punti vendita ma anche gli stessi soci. «C’è una buona percentuale di adesione - contunua Cattabiani - ad oggi circa 7mila soci di Coop operaie si sono associati anche con noi. Dal punto di vista fiduciario c’è ancora molto da costruire, però i primi numeri non sono affatto deludenti».
In un primo momento c’era stata molta preoccupazione fra i soci di operaie ma, assicura Cattabiani, «dal punto di vista della sicurezza, in termini di solidarietà patrimoniale, possono stare tutti tranquilli». Anche se «c’è ancora del lavoro da fare, anche perché un’unità commerciale dopo una fase così tribolata va rodata. Inoltre noi abbiamo i negozi dal primo di luglio, con le ferie di mezzo e le particolarità che Trieste ha durante il periodo estivo».
Questa acquisizione si inserisce in una fusione molto più grande, che porterà alla creazione di quella che potrà essere la più grande cooperativa italiana: quella fra Coop Nordest, Coop Adriatica e Coop Estense. Il soggetto che ne nascerà dopo il 31 dicembre sarà Coop Alleanza 3.0: una struttura che conterà su 419 punti vendita, oltre 22mila dipendenti, 2,7 milioni di soci e un fatturato di circa 5 miliardi di euro. Trieste chiude quindi il cerchio di questa operazione, che copre un territorio che va dall’Emilia Romagna al Veneto, dalle Marche alla Puglia, dall’Abruzzo alla Basilicata. Con presidi anche in Lazio, Campania e Sicilia. Fondamentali per questa nuova struttura saranno il regolamento dello scambio mutualistico e quello del prestito sociale. «Il primo - spiegano le Coop - è stato pensato per rinsaldare il patto tra cooperativa e socio, individuandone diritti e dovere. Il prestito sociale invece assicura ai soci prestatori ancora più garanzie e consente la piena conoscenza degli andamenti gestionali e dei meccanismi di raccolta e impiego».
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