«Fra 4 anni la tangenziale anti-traffico»
Il prossimo anno si deciderà a chi andrà l’appalto, Tutino: «L’ampliamento risolverà i problemi della viabilità cittadina»
REGGIO EMILIA. Traffico congestionato, code in circonvallazione e tempi di percorrenza più che raddoppiati. Non è l'esodo di ferragosto ma solo l'annuale riapertura della scuola, che come sempre porta con se forti disagi alla viabilità di Reggio Emilia. E nonostante tutti gli interventi messi in atto dal Comune, l'unica vera soluzione sarà l'ampliamento della Tangenziale nord.
A dirlo è Mirko Tutino, assessore a Infrastrutture del territorio e Beni comuni, che spiega come «sia l'unico modo per avere un balzo in avanti significativo. Un'opera da 180 milioni presentata a gennaio che cambierà radicalmente il traffico nella nostra città». Attualmente la palla è in mano al ministero dell'Ambiente, con cui il Comune è in stretto contatto, per la conclusione della fase di valutazione del'impatto ambientale.
«Ma – continua Tutino – entro la fine dell'anno partirà il periodo di 30 giorni nel quale ricevere le ultime osservazioni prima di avviare il progetto da parte di Anas. Si tratta di un intervento con impatto significativo che richiederà però diverso tempo: dopo i 30 giorni ci saranno i tempi tecnici per assegnare l'appalto, poi 3 o 4 anni per la realizzazione».
Il tema del traffico "post scolastico" è però da sempre all'attenzione dell'amministrazione comunale. Ma servono politiche di medio lungo periodo per vedere degli effetti concreti. I piccoli interventi di trasporto pubblico agiscono sulla viabilità locale, ma non sulla situazione generale. «Ad esempio - spiega Tutino - se con nuove linee si riduce la necessità di venire da Villa Sesso alla scuola Fermi nel quartiere Gardenia, riduco il traffico su via Gonzaga. Così come l'allungamento a Cavriago riduce la Reggio-Montecchio. Ma tutto questo non agisce sul congestionamento generale». Interventi più immediati sono invece la costruzione di nuove rotonde come quella di piazzale Lepanto, una delle circa 200 presenti a Reggio.
«La realtà è che il problema nasce negli anni '90 - conclude l’assessore - quando si è costruito molto in periferia. Questo crescere della frazioni ha aumentato la densità abitativa in quelle zone, che hanno poco servizio pubblico e sono lontane dal centro, ed è la principale causa di congestionamento. Non è una cosa risolvibile da una sola giunta ma bisogna invece invertire la politica urbanistica. Questo si sta già facendo, basti guardare la trasformazione di aree edificabili in aree agricole attuata dalla nostra amministrazione. Ma ripeto, la situazione si risolve sempre con politiche del medio e lungo periodo».
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