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I tecnici al lavoro per ricalcolare il bando

I tecnici al lavoro per ricalcolare il bando

Iren sta rivedendo l’offerta. Tra pochi giorni ci sarà il testo definitivo che sarà vagliato dagli azionisti

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REGGIO EMILIA. Salvaguardare i circa 450 posti di lavoro legati all’appalto per la raccolta dei rifiuti è ora un imperativo. A impartire la nuova linea di condotta dei tecnici di Iren che dovranno ricalcolare gli importi, è stato il presidente della multiutility, Francesco Profumo, intervenuto in prima persona durante il comitato territoriale di Reggio Emilia. Un organo di concertazione creato per poter ascoltare in via ufficiale i rappresentanti delle società locali dove Iren opera, e all’interno del quale è stata sancita la revisione dell’appalto da 48 milioni di euro, che sale a 96 milioni in caso di rinnovo biennale.

I lavoratori svantaggiati che attualmente sono impiegati nel medesimo appalto operativo nelle tre province di Reggio, Parma e Modena, sono oltre 140: una quota consistente che gravita soprattutto su Parma e che necessita però di marginalità più alte rispetto a quelle assicurate invece dalla gara che verrà decisa al 50% dal ribasso sull’offerta.

Tutte questioni che sono ora al vaglio dei responsabili dell’ufficio gare di Iren, che stanno ricalibrando i termini del bando. Il nodo venuto a galla nel primo bando era proprio la scarsa marginalità offerta, segno di un’estensione della razionalizzazione avviata in azienda che tocca anche le gare. Iren, infatti, ha dato vita a una nuova stagione improntata alla riduzione dei costi sia industriali, sia operativi. Una cura dimagrante per il recupero di risorse a beneficio dell’abbattimento del debito attualmente in essere - oltre 2 miliardi di euro - potendo così presentarsi con il vestito buono in caso di future aggregazioni. Sono mesi ormai che si spinge affinché le grandi utility - Iren, Hera, A2a - integrino alcune attività o che diventino degli aggregatori di municipalizzate più piccole. L’ulteriore estensione del perimetro preoccupa però gli attuali azionisti pubblici, destinati a perdere peso nella società dei servizi. (e.l.t.)

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