Landi Renzo, 430 lavoratori in solidarietà
Staranno a casa un giorno alla settimana. Righi (Fiom): «È un buon accordo». Gli analisti tagliano le stime sul titolo
REGGIO EMILIA. L’impennata delle auto elettriche e il calo del prezzo dei carburanti tradizionali ha fatto perdere appeal ai veicoli a metano e a gpl. Sono queste le criticità che affliggono gli affari della Landi Renzo, azienda che produce i sistemi a propulsione alternativa a gas, che ha chiuso il primo semestre 2015 con una perdita di 7 milioni di euro. Per tamponare l’emorragia in attesa di una ripresa del mercato l’azienda del patron Stefano Landi ha stipulato un accordo che dal luglio scorso copre i 430 dipendenti presenti a Reggio Emilia con i contratti di solidarietà. Una formula che permette di evitare possibili esuberi grazie alla compartecipazione di tutti i lavoratori alla riduzione di orario (sia operai che impiegati). Ciascun dipendente, secondo quanto previsto, rimarrà a casa un giorno alla settimana: un taglio netto del 20% della forza lavoro, che alleggerirà i costi in capo all’azienda, impegnata da due anni in un processo di riorganizzazione. «È un buon accordo - spiega Marco Righi, funzionario della Fiom-Cgil che commenta la notizia apparsa su Reggiosera - sono stati evitati esuberi grazie anche alla disponibilità a trattare da parte dell’azienda. È una solidarietà trasversale, che riguarda sia gli uffici sia la produzione, che tra la casa madre e la controllata AEB vede in pianta organica circa 430 persone».
Dopo la quotazione in Borsa nel 2007, l’azienda di Landi ha reinvestito il capitale di terzi raccolto sul mercato per acquisire altre realtà aumentando la massa industriale del gruppo reggiano. Poi, però, la metabolizzazione ha rallentato. La politica delle aggregazioni ha bisogno di nuova linfa dopo le operazioni portate a termine con successo. Già a cavallo tra il 2013 e il 2014 l’azienda era ricorsa alla cassa integrazione ma con un tiraggio piuttosto basso. Ora si gioca la carta della solidarietà, che offrirà più fiducia agli investitori di Borsa, molti dei quali reggiani, rimasti scottati dal crollo della quotazione del titolo Landi Renzo che dai 3,8 del settembre 2010 è scivolato agli 0,76 euro di ieri. Nei giorni scorsi gli analisti di Equita Sim hanno tagliato da 1,01 euro a 0,9 euro il target price sul titolo, in seguito alla riduzione delle stime sul fatturato e sulla redditività per il triennio 2015-2017.
Gli esperti prevedono che l’azienda possa chiudere l’esercizio in corso con ricavi per 211 milioni di euro, in flessione del 9% rispetto ai 233 milioni ottenuti nel 2014. Landi Renzo dovrebbe terminare il 2015 con una perdita netta di 5 milioni di euro ma l’indicazione resta quella di mantenere l’investimento: segno di una fiducia nella ripresa dell’azienda, che resta altamente patrimonializzata. (e.l.t.)
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