Gazzetta di Reggio

Reggio

Offensiva della Fiom sul Jobs Act: «Ora trattiamo»

di Leonardo Grilli
Offensiva della Fiom sul Jobs Act: «Ora trattiamo»

Spedite più di 900 lettere alle imprese di tutto il territorio Sergio Guaitolini: «Senza risposte pronti alle vertenze»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Più di 900 lettere di diffida inviate alle imprese reggiane, alle Associazioni imprenditoriali e ai consulenti che assistono le imprese. Con l'intenzione di aprire un tavolo per modificare radicalmente il Jobs Act o, se non ci saranno disponibilità al dialogo, di far partire dopo la fine dell'anno le vertenze. La Fiom Cgil di Reggio Emilia è sul piede di guerra contro la riforma del lavoro targata Matteo Renzi, e non è intenzionata a retrocedere di un passo.

Con questa iniziativa di carattere contrattuale il sindacato chiede alle imprese di non applicare unilateralmente le nuove norme, in particolare per quanto riguarda la tutela contro i licenziamenti arbitrari, sia di natura individuale sia collettiva, il controllo a distanza dei lavoratori e il demansionamento. Le lettere sono state inviate a tutte le attività industriali sul territorio reggiano che hanno fra i propri dipendenti almeno un iscritto alla Fiom. Che non sono poche, dato che si parla di un sindacato che, secondo il segretario generale di Reggio Emilia Sergio Guaitolini, «ha qui una rappresentanza di circa il 90%». Sono infatti state coinvolte 664 aziende, che complessivamente occupano circa 31.200 lavoratori. Le associazioni imprenditoriali interessate sono invece 7, oltre a 128 tra Consulenti e Studi professionali.

«Con questo Jobs Act la legge non è più uguale per tutti - ha ribadito Guaitolini - e il contratto a tutele crescenti è una truffa. Non vi è in realtà nessuna tutela crescente anzi, le tutele sono smantellate per sempre». Dello stesso avviso anche Guido Mora, segretario provinciale della Cgil, secondo cui «la situazione a Reggio non è quella che descrive Renzi. La disoccupazione è aumentata, la crisi non sta scemando, e il premier parla di un mondo popolato da elefanti rosa, fuori dalla realtà».

Il segretario ha anche lanciato una stoccata a Mauro Severi, presidente di Unindustria Reggio Emilia, che in una lettera aveva accusato la Fiom di voler solo «scaricare sulle imprese del territorio la sua incapacità di dialogo». Una frase «ingenerosa e scorretta - attacca Guaitolini - chiedere che chi viene licenziato in modo illegittimo possa avere il diritto al reintegro nell'azienda non è incapacità di dialogo ma tutela del diritto basilare». Riguardo all'insinuazione di essere "anacronistici" rivolta da Severi, invece, «rispondiamo che anacronistica è una visione che vorrebbe il lavoro senza diritti e i lavoratori schiavi senza la possibilità di organizzarsi per chiedere migliori condizioni di vita e di lavoro». Quello che chiede la Fiom, in sostanza, è una radicale modifica della riforma, che va totalmente cambiata soprattutto nella parte che riguarda l'articolo 18. «Ma secondo noi - sottolinea il segretario dei metalmeccanici reggiani - il Jobs Act andrebbe cancellato nella sua totalità. Tuttavia siamo comunque pronti a confrontarci sulla ricerca del miglioramento dell'efficienza e della qualità del prodotto e della produttività dell'impresa. Perché la Fiom, al contrario di quanto dice Severi, il dialogo lo vuole». Se però non ci saranno risposte entro fine anno, conclude Guaitolini, «faremo partire le vertenze. A cominciare da quelle imprese con contratti in via di scadenza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google