Tramonti da incanto sui social: merito del phon appenninico
REGGIO EMILIA. Lo spettacolo non è passato di certo inosservato e nell’epoca della diffusione di massa degli smartphone non poteva che provocare un mare di fotografie digitali, che hanno invaso le...
REGGIO EMILIA. Lo spettacolo non è passato di certo inosservato e nell’epoca della diffusione di massa degli smartphone non poteva che provocare un mare di fotografie digitali, che hanno invaso le bacheche dei social network e che moltissimi lettori hanno spedito alla Gazzetta. Sì, perché il tramonto di mercoledì ha incantato davvero tanti reggiani, che lo hanno contemplato e immortalato.
Nuvole dalle forme stravaganti hanno riempito il cielo, che si è colorato di mille insolite sfumature.
Il meteorologo e divulgatore di temi ambientali Luca Lombroso spiega così il fenomeno. «Si tratta di altocumuli lenticolari - così li definisce rendendoli necessariamente un po’ meno romantici - che non sono rarissimi, ma nemmeno così frequenti».
Queste formazioni - come spiega approfondendo il fenomeno Lombroso - sono provocate dal vento caldo e asciutto, denominato föhn, che si forma quando masse d’aria scavalcano una catena montuosa, nel nostro caso l’Appennino. Questo fenomeno può provocare giornate molto calde anche in inverno. Il vento in fase ascendente perde umidità e diventa molto secco e in fase discendente acquista calore. Gli altocumuli lenticolari si formano in particolare in presenza di determinate condizioni meteo, come uno strato d’aria ricco d’umidità, che in questi giorni non manca di certo. Ad affascinare gli osservatori è il fatto che queste nuvole, oltre ad assumere forme particolari e spettacolari, restano anche a lungo immobili, creando una strana fissità nel cielo costringendo anche i meno attenti ad osservarli.(j.d.p.)
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