Detenuto di 34 anni si toglie la vita impiccandosi in cella
L’allarme al 118 giovedì a mezzanotte dalla Pulce La salma resta sotto procura. E’ il 34esimo caso in Italia
REGGIO EMILIA. E’ stato trovato in cella ormai esanime e senza vita. Vittima di un gesto autolesionistico. Sul quale ora sono in corso accertamenti e la procura attende di ricevere tutti gli atti per decidere se chiedere qualche tipo riscontro di natura medico-legale sulla salma, o riconsegnarla subito alla famiglia affinché possa celebrare il funerale.
La vittima è un cittadino di nazionalità tunisina di 34 anni, che abitava a Reggio Emilia, e che era in cella nel carcere della Pulce dalla scorsa estate. Spaccio di droga, la ragione della detenzione. Ma alle spalle c’era stato un altro arresto per lo stesso reato, due anni fa.
L’allarme da via Settembrini alla centrale operativa del 118 è scattato intorno alla mezzanotte, tra giovedì e ieri. L’uomo è stato trovato impiccato, in cella.
Sul posto sono intervenute un’ambulanza e un’automedica. Sono scattate le manovre di rianimazione. Poi, il personale medico ha dovuto arrendersi alla realtà e non ha potuto che constatare il decesso del detenuto.
Attualmente, la salma si trova all’obitorio del cimitero nuovo di Coviolo.
Per il momento, si trova sotto procura. Notizia dell’accaduto è stata immediatamente inviata alla procura della Repubblica, dove il magistrato di turno, la dottoressa Isabella Chiesi, attendere di vedere l’informativa della polizia penitenziaria sull’accaduto. Solo in seguito, si deciderà il da farsi.
La morte in cella del detenuto reggiano fa salire a 34 il numero dei morti suicidi in carcere, nel corso dell’ultimo anno in Italia. Solo lo scorso anno erano 44. Nel 2009, erano stati addirittura 72.
La morte in cella di un detenuto riporta l’attenzione sulla vita dentro le carceri, sulla frequenza dei gesti autolesionistici che si registrano in cella, ma anche sul difficile compito degli agenti penitenziari che da tempo lamentano condizioni di cronica carenza di organico rispetto a situazioni che, invece, richiedono massima attenzione e controlli costanti, di giorno come di notte. Ed è proprio quando cala la notte che purtroppo questi gesti si registrano maggiormente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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