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Morta a 88 anni l’artista Marisa Bonazzi

Morta a 88 anni l’artista Marisa Bonazzi

I funerali della vedova dello storico sindaco di Reggio si svolgeranno lunedì nella chiesa cittadina di Sant’Agostino

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REGGIO EMILIA  Gli occhi gonfi per una notte di pianto, al funerale del marito, cinque anni fa, Marisa Bonazzi aveva lasciato il proprio testamento e, insieme, la propria dichiarazione di resa. Lei, artista vulcanica e battagliera, quel giorno che le portavano via Renzo - il sindaco intellettuale, quello che aveva traghettato Reggio fuori dalle secche del dopoguerra - quel giorno Marisa alzava definitivamente bandiera bianca. «Ero totalmente dipendente da quest’uomo» disse guardando labara al centro della Sala del Tricolore.

Nella notte tra giovedì e ieri, il cuore di Maria Luisa Sturloni vedova Bonazzi ha cessato di battere. Marisa - con questa crasi dei due nomi di battesimo era universalmente nota - era ricoverata al Santa Maria Nuova dal 3 settembre scorso. «Il suo calvario - racconta il figlio Alessandro - era iniziato più di tre anni fa, con la prima di una serie di ischemie che da lì in poi non le avrebbero più dato tregua». Dopo la riabilitazione agli arti inferiori, Marisa aveva ripreso a camminare, ma qualcosa si era già rotto dentro: «Con mia madre - dice Alessandro - era una battaglia quotidiana: volevo che non mollasse, avevo con me il ricordo di una donna che non l’aveva mai fatto. Ma lei mi diceva: sono malata...».

L’ultima botta, pesantissima, per lei che aveva un bisogno atavico di comunicare, con l’arte ma anche con la parola, l’ultima botta Marisa l’ha ricevuta due anni fa quando una nuova ischemia le aveva tolto proprio la parola. «Negli ultimi mesi l’abbiamo ricoverata più volte in lungodegenza e i medici erano riusciti in qualche modo a stabilizzarne le condizioni. Per questo - dice Ancora Alessandro - quando mi hanno detto che aveva avuto un arresto cardiocircolatorio, non eravamo preparati».

LUNEDI’ L’ADDIO. I funerali di Marisa Bonazzi si svolgeranno lunedì alle 14: la salma partirà dalle camere ardenti del Santa Maria Nuova per la chiesa di Sant’Agostino in città. Poi, Marisa riposerà accanto all’uomo della sua vita. Quella vissuta tutta d’un fiato.
Nata nel 1927, laureata in Pedagogia a Bologna, Marisa Bonazzi studiò Grafica con Giuseppe Landini.
Si legò agli ambienti letterari della neo-avanguardia, del “Gruppo '63” particolarmente attivo a Reggio e, a Firenze, al “Gruppo '70”; importanti sono stati per lei i contatti con personalità come Marino Mazzacurati e Cesare Zavattini.

IL CORDOGLIO DEL SINDACO. La notizia della morte di Marisa Bonazzi ha immediatamente destato profondo cordoglio nel mondo politico reggiano. Tra i primi a esprimere il suo cordoglio, il sindaco di Reggio, Luca Vecchi.
«Marisa - dice il primo cittadino in una nota - era un’intellettuale poliedrica, figura di rilevo nella sperimentazione e nella ricerca artistica. La sua figura, profondamente legata a una stagione culturale, quella degli anni Sessanta e Settanta, estremamente vivace a Reggio Emilia e nel resto del Paese, ci è particolarmente cara e resta un punto di riferimento», dice il sindaco. «Marisa – prosegue il sindaco - era espressione di un ambiente intellettuale costantemente aperto al bene e alle sfide della comunità, alla contaminazione dei diversi saperi e dei linguaggi, come dimostra fra l'altro il suo impegno anche nel campo dell'educazione, con il lavoro di ricerca su testi letterari per l'infanzia, svolto con Umberto Eco. Marisa - conclude Vecchi - per una vita al fianco del marito Renzo, compianto sindaco della nostra città, ha condiviso con lui un percorso intellettuale che ha giovato a tutti e che ancora oggi incide profondamente nella vita e nelle istituzioni cittadine».
 

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