Muore a quindici anni dopo la lotta con l’asma
Castelnovo Monti: Jan era studente al Cattaneo, viveva con la famiglia a Garfagnolo. Il dolore dei compagni di classe
CASTELNOVO MONTI. Un’enorme tristezza, costernazione e incredulità si sono diffuse ieri in Appennino alla notizia che un ragazzo di neanche 16 anni (li avrebbe compiuto tra poche settimane), Jan Cruses, originario della Polonia ma residente a Castelnovo Monti praticamente da sempre, è deceduto sabato pomeriggio all’Ospedale di Parma, a causa di una grave forma di asma con la quale ha dovuto combattere per tutta la sua così breve vita.
Una vicenda straziante quella di Jan, nato nella cittadina polacca di Stalowa Wola, ma arrivato in Italia con la famiglia fin da piccolissimo, tanto che tutti gli amici e i compagni di scuola lo chiamavano “Gianni”. Fin dai primi anni aveva mostrato delle gravi difficoltà di salute, proprio a causa di questa patologia polmonare, molto diffusa ma che purtroppo nel suo caso era presente in una forma molto grave. Jan frequentava l’indirizzo Geometri all’Istituto Cattaneo Dall’Aglio.
L’anno scorso aveva fatto la prima, e solo pochi giorni fa, all’inizio di settembre, aveva superato brillantemente l’esame di riparazione per proseguire in seconda. Ma poi le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate, tanto da richiedere il ricovero, prima a Reggio e poi a Parma, dove il decorso della malattia si è rivelato senza speranza. In questa drammatica battaglia Jan è sempre stato sostenuto e accompagnato dalla mamma Katarzyna Strugala, il papà di origine argentino, una sorella maggiore e un fratello minore che ha appena iniziato anche lui il percorso di studi al Cattaneo Dall’Aglio.
La famiglia, che risiede nella frazione di Garfagnolo, appena a valle della statale 63 verso Sparavalle, ha compiuto una scelta coraggiosa e generosa in un momento così difficile, optando per la donazione degli organi. Così ricorda Jan, Paola Bacci, dirigente scolastico del Cattaneo–Dall’Aglio.
«Purtroppo la salute di Jan è sempre stata molto delicata, ce lo aveva spiegato la madre ancor prima che, l’anno scorso, iniziasse la prima. Fin da piccolo ha dovuto convivere con dei problemi molto seri, anche lo scorso anno aveva dovuto trascorrere alcuni periodi in ospedale.
"Però lo avevamo visto a settembre, e nessuno di noi si poteva immaginare che in poco tempo avvenisse una cosa così tremenda. Invece, prima dell’inizio dell’anno scolastico, ho sentito la madre, mi ha spiegato che Jan non avrebbe ricominciato la scuola perché in ospedale. Poi la settimana scorsa ci siamo sentite di nuovo, e mi ha detto che era in rianimazione e la situazione era molto grave. Ho deciso di andare a parlare con i suoi compagni di classe: erano ammutoliti, davvero scossi. Jan del resto era molto benvoluto da tutti, perché era un ragazzo molto dolce, buono, affettuoso, nonostante la sua timidezza aveva trovato degli amici.
"Era però anche maturo, e credo fosse pienamente consapevole della sua situazione di salute precaria. Tanti suoi insegnanti questa mattina mi hanno telefonato, sconvolti. L’unica consolazione che possiamo cercare è quella che a scuola da noi si sia trovato bene, e sia riuscito a trovare qualche sorriso in questa sua vita così difficile a causa della malattia».
Una battaglia che Jan ha condotto per anni con grande impegno insieme alla sua famiglia, cercando di sottoporsi a cure e terapie fino alle ultime settimane: le difficoltà respiratorie sempre più gravi hanno portato l’organismo in deficit insanabile di ossigeno, e poi alla morte. I funerali alla serata di ieri non erano ancora stati fissati. Le morti associate ad asma, secondo i dati dell’Oms, sono circa 180mila ogni anno nel mondo. L’asma è una delle malattie croniche più diffuse in tutto il mondo, e la prevalenza è, in aumento in molti paesi, soprattutto nei bambini. Come anche le forme gravi.
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