Elezioni a Brescello, indagine sulla lista di Catia Silva
Tutto parte da una lettera anonima. Contestate 15 firme alla civica guidata dall'esponente della Lega Nord, che nel 2014 aveva ottenuto due seggi: «È solo fango, bene i controlli»
BRESCELLO. Una lettera anonima indirizzata alle autorità reggiane ha fatto scattare un’indagine affidata alla Digos di Reggio Emilia, che ha investigato sulla regolarità delle firme raccolte dai militanti della Lega Nord necessarie per poter presentare alle elezioni 2014 la lista “Brescello Onesta”, dove candidato sindaco era Catia Silva. La contestazione non riguarda la veridicità delle firme, bensì la presunta mancanza di un certificatore al momento dell’apposizione delle sigle sui fogli, come previsto dalla norma.
All’indice sono finite in tutto 15 delle 65 firme raccolte tra i militanti e i sostenitori della Lega confluiti poi nella lista civica. Indagate risultano essere cinque persone, tra le quali Catia Silva, difesa dall’avvocato Gianluca Vinci, segretario provinciale della Lega Nord, che ha chiesto che gli indagati vengano sentiti dal pubblico ministero Stefania Pigozzi, titolare dell’indagine.
«Nessuna irregolarità da parte nostra, ricordo tutto e ho subito chiesto di poter essere sentita dal pm - spiega Silva - Abbiamo già ravvisato alcune discrepanze formali nelle carte di fine indagine, ma non ci appelleremo certo ai cavilli. Tutto parte da una lettera anonima, scritta con un pantografo con un fine preciso e vogliamo noi per primi che vengano fatte indagini accurate per accertare il regolare svolgimento delle operazioni di raccolta delle firme. Si tratta peraltro di 65 firme raccolte tra un pugno di famiglie sostenitrici. Quando c’ero io c’era anche il certificatore e lo stesso posso dire degli altri candidati in lista».
A vincere la tornata elettorale del 2014, com’è noto, fu l’attuale sindaco Marcello Coffrini. A Silva andò un posto in consiglio comunale, sui banchi dell’opposizione. Ancora prima del giuramento da parte di Coffrini, però, in procura a Reggio è giunta la lettera anonima nella quale si chiedeva di indagare su due liste di minoranza. Una missiva firmata “Gola Profonda” e presa in carico dalla procura reggiana, che dopo un anno di indagini ne ha comunicato la conclusione agli interessati.
«Parliamo di una lettera anonima scritta col pantografo che dice che “gira voce di irregolarità” - spiega Vinci - L’anno scorso ci sono state tre raccolte firme tra le comunali, il referendum e le regionali. Il certificatore c’era sempre e nelle indagini abbiamo ravvisato alcune lacune. Spero che la questione venga archiviata. L’obiettivo è la Silva, donna che lotta contro le mafie. Chiediamo che le carte vengano acquisite dell’antimafia di Bologna. Ritengo più interessate per la procura accertare chi ha mandato la lettera». (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
