Sclerosi multipla, i volontari dell’Aisla in piazza
REGGIO EMILIA. Sviluppare la ricerca per arrivare a combattere la malattia e dare un aiuto psicologico alle persone che ne soffrono e ai loro familiari, sono gli obiettivi della giornata nazionale...
REGGIO EMILIA. Sviluppare la ricerca per arrivare a combattere la malattia e dare un aiuto psicologico alle persone che ne soffrono e ai loro familiari, sono gli obiettivi della giornata nazionale per la Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) che ha visto lo stand della sezione reggiana presente sabato e ieri in piazza del Monte. Una presenza per raccogliere fondi, come ha spiegato il presidente provinciale Andrea Ferretti, da utilizzare «per la ricerca e per sostenere i progetti che la nostra associazione sta sviluppando sul territorio e per sensibilizzare i reggiani su questa malattia che colpisce indipendentemente uomini e donne e con esiti infausti».
Per questa ragione parte dei fondi raccolti saranno utilizzati a favore del progetto sviluppato a Reggio di supporto psicologico delle persone che ne sono colpite e per i loro famigliari che si trovano ad affrontare una diagnosi dura da accettare e una prognosi infausta in assenza di terapie specifiche e che viene portato avanti in collaborazione con l’Ausl e l’Arcispedale reggiano. «E se la battaglia non è persa in partenza grazie alla ricerca - aggiunge Ferretti mentre è impegnato a firmare le ricevute per le offerte - la strada resta ancora lunga». L’associazione reggiana conta una trentina di iscritti e segue circa 20 persone affette da Sla, ma i reggiani che ne sono colpiti sono più del doppio e a fianco del supporto psicologico fornito da un professionista formato ad hoc, sono stati costituiti anche i gruppi di Aiuto mutuo aiuto in cui le persone ammalate di Sla e gli stessi familiari possono confrontarsi e scambiarsi esperienze e darsi forza e speranza. Anche quando sembra che non ve ne sia più.
«Per questa ragione dedicare come è stato fatto sabato e domenica la giornata nazionale al sollievo - spiegano i volontari presenti al banchetto - significa porre attenzione sulla sofferenza umana nella sua globalità. Da quella fisica a quella sociale a quella psicologica a quella esistenziale. Quando cioè ti trovi di fronte ad una malattia che non lascia scampo e che impedisce anche gli atti quotidiani più semplici, è ancora più indispensabile consentire a chi ne è colpito di esprimere la propria autonomia e la propria dignità». Così come è fondamentale una specifica formazione di tutti coloro che si avvicinano a una persona affetta da Sla, affinché sappiano come agire e come comportarsi.
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