Arena al Campovolo, il futuro è nell'area nord
Ecco tutti i nodi da sciogliere per realizzare il progetto. Ma l’aeroporto non si tocca: si continuerà a volare
REGGIO EMILIA. Gli aerei continueranno a volare. E, nel caso in cui il sogno di un’Arena grandi eventi dovesse decollare, bisognerà comunque dimenticarsi un concerto come quello di sabato, quando il popolo del Liga ha invaso l’intera area operativa del Campovolo, trasformando la pista nella sua Liga Street. Se Arena sarà, potrà trovare spazio solo dove si svolge FestaReggio. Non prima di un bando della società Aeroporto – partecipata al 42% dal Comune, al 31,96% dalla Camera di Commercio e al 16,98 % dalla Provincia – che a luglio ha ottenuto dall’Enac il via libera per la gestione totale del Campovolo. Sono questi i punti fermi da cui partire per trasformare Reggio Emilia in capitale della musica. Ecco qual è infatti la situazione per arrivare alla realizzazione dell’Arena Grande Eventi targata Campovolo.
LE ALI DELLA MUSICA. Il Campovolo è diviso in due aree: 95 ettari di spazio operativo e 17 ettari di spazio non operativo, dove si svolge tradizionalmente FestaReggio. Il Campovolo è e resta un bene di proprietà demaniale, affidato in comodato d’uso gratuito all’Enac, l’Ente nazionale aviazione civile. Dopo 15 anni di “gestione parziale” da parte della società Aeroporto, nel 2014 l’Enac ha rescisso unilateralmente il protocollo che consentiva lo svolgimento di iniziative nell’area non operativa. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12133021:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/09/21/news/gli-u2-potrebbero-tornare-a-suonare-al-campovolo-di-reggio-emilia-1.12133021]] È per questo, ad esempio, che l’anno scorso sono stati sfrattati i circhi. Da luglio, tuttavia, la società Aeroporto è riuscita ad ottenere dall’Enac la “gestione totale”, per una durata di 20 anni. E, nel piano di sostenibilità economico-finanziario presentato all’Enac, è stata contemplata la valorizzazione dell’intero aeroporto, anche attraverso l’ipotesi di un’Arena, nella zona di FestaReggio, dando un nuovo impulso al progetto. Un progetto che comunque non dovrà danneggiare le attività aeronautiche, condizione richiesta dalla stessa Enac prima di dare il via libera.
IN VOLO LIBERO. «L’ipotesi di un’Arena non interfererirà con l’attività aeronautica – assicura Federico Spattini, presidente della società Aeroporto –Gli eventi saranno proprio a beneficio dell’attività aeronautica. Per l’area operativa non cambierà nulla rispetto al passato. I proventi che derivano dall’utilizzo dello spazio non operativo serviranno per fare miglioramenti alle attività aeronautiche».
COLLINA AL TRAMONTO. L’aeroporto resterà aeroporto, dunque. E l’Arena sarà solo una struttura collaterale, con investimenti privati. Il bando in via di preparazione dalla società Aeroporto contempla l’ipotesi dell’Arena solo nello spazio non operativo, a nord del Campovolo. E qui c’è stato già un primo intoppo. Dopo Italia Loves Emilia, nel 2012, il manager di Ligabue, Claudio Maioli, presentò in Comune il progetto di una Collina della musica: un’arena modulabile, in grado di ospitare da 25 mila a 100 mila spettatori, con una forma esagonale di 70 mila metri quadrati in una superficie di 300 mila. Collocata però nella zona sud dell’aeroporto. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.5759638:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2012/09/26/fotogalleria/ecco-il-progetto-dell-arena-grandi-eventi-1.5759638]]
IL SOGNO IRREALIZZABILE. Il progetto di Maioli era concepito su un terreno diviso fra tre proprietà: Comune, demanio e un privato. Ma la sua esecuzione è al momento irrealizzabile. Non solo per il divieto Enac di interferire con le attività aeroportuali che si svolgono nel terreno demaniale. Ma anche per la destinazione dell’area comunale, su cui da poco è stato inaugurato il bosco urbano Berlinguer. Da parte sua, Maioli ha continuato ad approfondire il progetto, potendo contare su un asso nella manica: la registrazione del brand Campovolo che, come affermato in questi giorni anche da Salzano di F&P Group, «è più noto di Reggio Emilia».
ECCEZIONALE VERAMENTE. I mega-concerti di Ligabue resteranno comunque eventi eccezionali. E lo stesso varrà anche per l’eventuale arrivo degli U2. Il motivo? Nonostante la gestione totale, per occupare la pista la società Aeroporto e gli organizzatori dovranno sempre chiedere un’autorizzazione eccezionale all’Enac, che avrà sempre l’ultima parola. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12122051:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/09/19/news/campovolo-2015-300-mila-mani-al-cielo-per-il-trionfo-di-ligabue-1.12122051]] Per far sì che sia il solo Comune solo a decidere, l’intera proprietà demaniale dovrebbe essere alienata dallo Stato e concessa agli enti locali. Un’ipotesi che non rientra nelle norme che regolano i piani di alienazione demaniale, dai quali sono esclusi i porti e gli aeroporti. Compresi quelli minori come Reggio, esclusa dal piano nazionale degli aeroporti approvato ad agosto, in cui si prevede il rafforzamento di 38 aeroporti in 10 bacini. Per la nostra regione, scali di riferimento sono Bologna e Rimini.
FARE BENE I CONTI. Per la realizzazione dell’Arena, dal Comune hanno stimato una spesa di 10 milioni, da sostenere solo attraverso fondi privati. L’incasso del concerto di sabato è stato di 7,5 milioni, a fronte di un costo intorno ai 5-6 milioni. Alla società Aeroporto, gli organizzatori hanno pagato circa 110 mila euro, suddivisi anche con gli operatori che hanno chiuso le attività per un mese.
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