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Lei ha 19 anni, lui 82

Chiara e Mario: due generazioni unite dalla bicicletta

Chiara e Mario: due generazioni unite dalla bicicletta

REGGIO EMILIA. Uno è la memoria storica del progetto, l'altra ha cominciato all'età di sette anni. Ma entrambi conoscono i Bicibus da 12 anni, da quando sono stati sperimentati per la prima volta nel...

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REGGIO EMILIA. Uno è la memoria storica del progetto, l'altra ha cominciato all'età di sette anni. Ma entrambi conoscono i Bicibus da 12 anni, da quando sono stati sperimentati per la prima volta nel 2003. Mario Cattabiani, pensionato di 82 anni, ha sempre fatto il volontario, accompagnando i ragazzi a scuola in bicicletta. Chiara Manzotti, 19 anni, ha fatto parte del primo gruppo di scolari che usavano i Bicibus per andare alla primaria Premuda. Due generazioni diverse, due vite passate in epoche opposte, ma entrambi accomunati dalla volontà di fare qualcosa di positivo per l'ambiente, il traffico e la città di Reggio.

«All'epoca avevo sette anni - racconta Chiara - e abitavo al regina pacis, dietro la chiesa. Andavo a scuola alla Lepido e quando partì l'iniziativa ne presi subito parte. Andavo con mio nonno che faceva l'accompagnatore, e insieme a me c'erano un'altra quindicina di bambini». Anche se ora Chiara studia chimica all'Università di Parma, ricorda con piacere quei momenti: «Era una cosa molto bella, e sono contenta che questa iniziativa continui. Mi piace vederla realizzata, riguarda un'età in cui è più facile assorbire certe problematiche legate all'ambiente». Mario, invece, ha cominciato come volontario accompagnando sua nipote a scuola. E da allora non ha mai smesso di aiutare. «Dodici anni fa - racconta - portavo lei e il gruppo di bambini da Villaggio foscato alla Premuda. E ora che mia nipote ha ormai 20 anni ne ho un'altra, così sono sempre attivo. Ma anche quando non c'erano loro ho sempre fatto parte dei Bicibus». Quando poi comincia a parlare delle sue esperienze, un sorriso tradisce l'importanza che questo progetto ha avuto per lui: «Eravamo in tre volontari, due in testa e in coda e uno all'esterno per controllare che tutti stessero in fila senza correre rischi. Per gli alunni era come se fosse un gioco, si divertivano tantissimo». In dodici anni però le cose sono cambiate, dal traffico al carattere dei ragazzini, e Mario se ne è reso conto: «Nel tempo le macchine sono diventate sempre di più, ora c'è molta più fila e purtroppo anche meno aderenti ai Bicibus. Anche i bambini sono diversi, sono più irrequieti. Soprattutto quando cominciano ad avere dai 7 anni in su, l'idea di essere accompagnati a scuola in bicicletta non gli piace».

(l.g.)

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