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Dario Fo contro il Park Vittoria «Il Comune faccia retromarcia»

di Chiara Cabassa
Dario Fo contro il Park Vittoria «Il Comune faccia retromarcia»

Il Premio Nobel si schiera apertamente dalla parte di “Reggio Città Aperta” e del comitato “No Park” Impegni permettendo, parteciperà al sit-in ecologico organizzato per il prossimo 5 ottobre

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di Chiara Cabassa

REGGIO EMILIA

Finché un Premio Nobel scese in piazza per dire no al Park Vittoria. Schierandosi dalla parte di Reggio città aperta e del Comitato No Park. Sì perché Dario Fo, impegni artistici permettendo, si è dichiarato disponibile a partecipare al sit-in organizzato per il 5 ottobre intitolato “Papere al Park Vittoria: creiamo un’oasi naturalistica”. E nel caso non possa schierarsi fisicamente accanto alle papere, ha già redatto un lungo appello che si conclude «con la speranza che si ripeta quella decisione di Catania dove il Comune ha bloccato all’istante i contatti con l’impresa che si stava comportando allo stesso modo dei furbastri di Reggio Emilia, per irregolarità amministrative, impedendo la messa in atto del progetto».

Interpellato al telefono, Dario Fo pare assolutamente determinato e seriamente interessato al futuro del Park Vittoria. «Sono stato messo in contatto con Francesco Fantuzzi (Reggio città aperta ndr) da una ragazza che lavora in biblioteca a Reggio. Ho letto con grande attenzione tutti i documenti che mi sono stati mandati e mi sono reso conto che era necessario intervenire». «Ricevo ogni giorno - continua Fo - centinaia di mail di protesta riguardanti scempi ambientali, e le leggo con la massima attenzione. In questo caso si aggiunge il fatto che ho un legame consolidato con Reggio e il suo territorio». Al punto di partecipare al sit-in del 5 ottobre? «Non prometto nulla perché in questo periodo sono molto impegnato ma ci tengo a dire che appoggio ufficialmente chi sta combattendo da mesi contro una scelta dettata solo dal profitto».

Leggendo ildettagliato appello di Fo intitolato “La falda e la sua enorme importanza dell’urbanistica” si deduce che la “lezione” di Fantuzzi sia stata ben metabolizzata. Parte da lontano Dario Fo, con un incipit di quelli importanti: «Già Ippocrate medico e geografo greco, avvertiva dell’attenzione che bisogna tenere nel servirsi delle falde acquifere e del loro transito ai vari livelli del terreno. Se si agisce senza conoscenza del problema, si rischiano come minimo inondazioni e disastri, nei quali tutta una città può trovarsi invasa dalle acque. E’ quello che è successo a Reggio Emilia». Dove il Comune, continua Fo, «il Comune a maggio 2011 aveva deciso di affidare ad un grande imprenditore, un principe siciliano dal nome altisonante - Filippo Lodetti Alliata - specializzato nella costruzione di garage sotterranei, il compito di iniziare a scavare in un grande slargo del centro urbano per realizzare il posteggio in questione». E via con il Park Vittoria story fino ad arrivare alla recente comparsa delle anatre.

La conclusione? Due pleonastiche domande. «Qual è l’interesse pubblico? La salute di tutti o un inutile e dannoso parcheggio per il profitto di pochi?».

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