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Pilomat, ora si dividono anche i residenti in via Settembrini

Leonardo Grilli
Pilomat, ora si dividono anche i residenti in via Settembrini

Reggio, non sono più d'accordo nemmeno quelli che abitano vicino al dissuasore. Sabato scorso l'ennesimo atto vandalico

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REGGIO EMILIA. Il pilomat della discordia di via Settembrini continua a far discutere, dopo che il comitato “Viabilità sostenibile partecipata” aveva già perso un ricorso al Tar intentato contro il Comune.

Per la prima volta però ad essere divisi in due fazioni contrapposte sono gli stessi residenti della zona. Da un lato ci sono i comitati che sostengono i dissuasori e che li ritengono fondamentali per limitare il traffico eccessivo e troppo veloce di chi arriva dalle zone pedemontane.

Dall'altro invece ci sono quelli che si oppongono al pilomat, insistono su misure alternative per regolare la viabilità e vedono come una limitazione al loro diritto alla mobilità la chiusura della strada in certe fasce orarie. E la polemica fra questi due partiti si è riaccesa proprio in questi giorni, dopo che sabato 19 settembre il dissuasore è stato nuovamente danneggiato da ignoti che ne hanno impedito il corretto funzionamento. E così il Comune ha dovuto chiudere la strada per tre giorni affinché si potessero svolgere in sicurezza i lavori di ripristino.

«Una vergognosa ripicca - attacca il portavoce del comitato anti pilomat che rappresenta circa 40 famiglie fra via Genova e via Ravà - un infantile comportamento da parte del Comune che per prendersela con un fantomatico vandalo punisce anche i residenti incolpevoli bloccando tutta la strada». Quando è normalmente attivo il dissuasore impedisce la circolazione negli orari di punta, dalle 7.30 alle 9 di mattina e dalle 17.30 alle 19 di sera. «Cosa che ci costringe a percorrere strade alternative - insistono i residenti contrari - allungando di 20/25 minuti il tragitto. E tutto questo ha un costo calcolato di circa mille euro in più all'anno per famiglia».

Quindi, pur condannando il gesto di vandalismo e negando il loro coinvolgimento, comprendono che ci sia qualcuno che «spinto dall'ira possa aver agito in quel modo. Il Comune non si dovrebbe sorprendere se la gente è esasperata ma potrebbe pensare a misure alternative alla chiusura, come ad esempio dei dossi o una ciclabile. Non ci sarebbe da meravigliarsi se atti del genere si verifichino ancora».

E d'altronde anche il comitato è deciso ad intervenire in modo deciso se la situazione continuerà in questo modo: «Siamo pronti, sempre nei limiti della legge, a bloccare il traffico nella parte di via Settembrini più vicina al centro, in modo tale che anche chi è favorevole al pilomat, pur se non ne è colpito abitandoci più avanti, si renda conto di cosa voglia dire non poter passare». Ed è qui che si riaccende la polemica con chi è appunto contento della decisione del Comune.

«Le motivazioni che portano sono tutte balle - scandisce Fausto Branchetti a nome del Comitato per la Riduzione del Traffico su Via Settembrini - io abito in via Genova, lavoro in piazza Gioberti e prendo la tangenziale tutti i giorni da quando c'è il pilomat. Senza che questo comporti per me un disagio, chi è contrario lo fa per abitudine più che per una reale difficoltà».

Anche la questione della benzina «è ridicola, qui stiamo parlando di qualità della vita, di sicurezza dei cittadini. Sono cose che vengono prima, non dimentichiamoci che ci sono stati dei morti in passato. Ormai invece ne hanno fatto una questione ideologica».

Ma a preoccupare il comitato, che da più di 15 anni si batte per la sicurezza della strada, sono soprattutto i reiterati atti di vandalismo: «Oggi per raccogliere delle firme su questa questione - continua Branchetti - ho avuto difficoltà. La gente ha timore e credo che a Reggio Emilia questo non sia concepibile. Vorremmo evitare la guerra fra bande e riportare il confronto su un livello civile, altrimenti ogni dialogo fra cittadini diventa impossibile».

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