Ruggerini, ok alla richiesta di concordato preventivo
La domanda presentata dalla storica acciaieria accettata dal tribunale di Reggio Entro due mesi dovrà essere presentato un piano di ristrutturazione aziendale
REGGIO EMILIA. Richiesta di concordato preventivo per arginare la difficile situazione economica. La sezione fallimentare del tribunale di Reggio Emilia ha accettato la domanda presentata dalla Ruggerini Pietro, storica azienda rubierese di costruzioni in acciaio in situazione di insolvenza, concedendo due mesi per presentare una proposta di concordato preventivo, un piano aziendale che tenga conto sia dell'aspetto produttivo che delle esigenze dei creditori e dei lavoratori.
Nella seduta del 9 settembre scorso i giudici reggiani hanno quindi dato il benestare alla domanda della Ruggerini, nominando come commissario giudiziale la reggiana Barbara Vezzani. I tempi si sono allungati perché la Ruggerini ha sede legale a Modena, in via Corassori, ma lo stabilimento e tutta l'attività sono da sempre radicati a Rubiera, nei grandi impianti di via Emilia 37/A.
Stabilita la competenza del tribunale reggiano e non di quello modenese, è stata valutata tutta la documentazione presentata dall'azienda, dai bilanci all'elenco dei creditori, e invece che passare alle soluzioni più “radicali” si è deciso di concedere spazio al tentativo di ristrutturazione aziendale e coperta progressiva dei debiti che dovrà essere delineato nel concordato preventivo. Alla scadenza del termine concesso, e sentito il parere del commissario Vezzani, il tribunale dovrà decidere se dare il via al libera alla proposta di concordato predisposta dalla dirigenza della Ruggerini, che dovrà poi essere sottoposto anche ai creditori.
Il tribunale ha stabilito un limite di sessanta giorni dalla data di presentazione del ricorso, consegnato in tribunale il 25 agosto, a cui però aggiungere una piccola proroga visto il periodo di ferie in cui la procedura è iniziata. Ai primi giorni di novembre al massimo quindi si avrà il primo responso.
La Ruggerini è una realtà storica del settore dell'acciaio e del ferro, specializzata in carpenteria metallica e in costruzioni nel settore civile, industriale, agricolo, sportivo, che ha contributo alla realizzazione fra l'altro di numerose opere pubbliche di grandi dimensioni.
Nell'ultimo periodo ha avuto problemi di liquidità, coinvolta nelle difficoltà economiche generali che hanno lasciato pesanti tracce anche in Emilia Romagna, e ora si trova in stato di insolvenza verso diversi creditori.
Il concordato preventivo è un modo per cercare di arginare la situazione evitando le procedure fallimentari, ideando un piano di gestione che tenga conto dei debiti da saldare e allo stesso tempo della possibile continuità aziendale. In questo caso vi sono anche delle operazioni da decine di migliaia di euro da completare in tempi brevi per non perdere altre commesse, e anche su questo punto d'ora in poi avrà parere vincolante anche il tribunale reggiano, tramite il commissario giudiziale.
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