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Cinghiali, c’è bisogno dei contadini

Collagna, il Wwf : «La sola caccia non basta, bisogna aumentare le catture»

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COLLAGNA. «Nei giorni scorsi il Wwf Italia ha diffuso un documento sul tema della diffusione e proliferazione del cinghiale. Essendo un tema che anche nella nostra provincia è molto concreto e sentito, ci sentiamo di rilanciarlo visto che la posizione è assolutamente condivisa anche a livello locale».

Così Gioacchino Pedrazzoli, esponente del Wwf Emilia Centrale, parla di quello che ormai da molti soggetti (in particolare associazioni agricole) viene indicato come un grave problema. «Il problema cinghiale – spiega il documento del Wwf – è oggi legato alla crescita eccessiva avvenuta negli ultimi decenni per molteplici cause. Il tasso riproduttivo del cinghiale può variare nel corso degli anni dal 100% al 200% in relazione all’andamento climatico in inverno e, in estate, delle disponibilità di cibo. In un anno il numero dei cinghiali in una definita area può addirittura raddoppiare o triplicare. Oggi in molti contesti territoriali le popolazioni di cinghiale hanno raggiunto densità tali che determinano danni rilevanti alle coltivazioni, piantagioni e alle altre specie».

Un documento che dunque non sottovaluta o sminuisce il problema. «Per la sua versatilità e per il suo caratteristico modo di cercare il cibo – si legge – il cinghiale spesso si comporta come una ruspa, rivolta il terreno, elimina le bulbose e le piante del sottobosco, causando danni sia alla vegetazione spontanea forestale, sia alle colture agrarie».

E ancora: «Nei fatti oggi dobbiamo constatare che manca l’attuazione di una seria ed efficace gestione della problematica a livello nazionale con una serie di palesi contraddizioni: le immissioni connesse all’attività venatoria sono la principale causa storica del proliferare del cinghiale, ma allo stesso tempo la caccia viene proposta come strumento per il suo controllo, è evidente l’interesse del mondo venatorio a mantenere alto il numero dei cinghiali nel territorio. Il problema dell’aumento dei cinghiali non si risolve favorendo la caccia di selezione o le catture nelle aree naturali protette, ma attraverso piani di gestione che devono interessare tutto l’areale di distribuzione della specie. Inoltre il Wwf ritiene importante che il mondo agricolo debba essere coinvolto nelle operazioni di gestione. Essendo il solo prelievo venatorio assolutamente insufficiente a tenere sotto controllo il cinghiale, è indispensabile incentivare le catture con successivo abbattimento, coinvolgendo nella gestione del controllo anche gli agricoltori».

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