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Frana di Mazzalasino, nuove reti e allarme sonoro

di Adriano Arati
Frana di Mazzalasino, nuove reti e allarme sonoro

Lavori di messa in sicurezza nel borgo a valle di Monte del Gesso. Il dispositivo avviserà tecnici e abitanti in caso di emergenza

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SCANDIANO. In questi giorni ruspe e operai sono al lavoro nella borgata sopra Mazzalasino, a rischio cedimento dal 25 marzo scorso, quando le fortissime piogge provocarono problemi in tutta la provincia.

Quella sera una frana si staccò da una parete del monte Gesso, minacciando diverse abitazioni e costringendo alcune famiglie ad evacuare, generando un vasto flusso di fango che non prometteva nulla di buono per la stabilità dell’area. Con i mesi la situazione si è stabilizzata, anche grazie alla bella stagione, ma sono comunque necessarie delle opere per garantire la sicurezza della zona e dei residenti.

Gli addetti stanno sistemando una rete metallica deformabile, utilizzata per il contenimento dei fenomeni idrogeologici, già sperimentata in tante altre situazioni simili.

«In caso di nuovo movimento franoso – racconta il sindaco di Scandiano Alessio Mammi sulla propria pagina Facebook – consente di impedire la discesa a valle di un quantitativo di terra almeno pari a quello franato nei mesi scorsi, secondo calcoli precisi effettuati dai geologi della Regione». Inoltre verrà portata via una grande quantità di terreno scivolato a valle e verrà risistemato il vecchio canale, che da marzo non esiste praticamente più, riempito completamente dal fango. Un’ostruzione che, in caso di altre precipitazioni intense, impedirebbe all’acqua di defluire con il forte rischio di altri smottamenti e della formazione di pozze.

Per prevenire altri disagi, si è pensato anche un sistema di allerta, che possa segnalare eventuali emergenze: «Il sistema di reti metalliche sarà implementato con un dispositivo di allarme che consentirà l’allerta dei tecnici e dei residenti in caso di nuovi movimenti franosi», chiarisce il primo cittadino. Sempre in ottica di controllo, infine, «proseguirà il monitoraggio costante di tutto il versante effettuato già da diversi mesi in collaborazione con il dipartimento di geologia dell’università di Firenze».

La frana di Mazzalasino era stata la peggiore fra quelle avvenute nel territorio scandianese in primavera, soprattutto per la vicinanza alle case. La mobilitazione dei soccorsi era partita direttamente la sera del 25 marzo, e dopo alcuni giorni di attesa gli abitanti erano potuti tornare nelle proprie residenze, sempre però con i timori per la presenza del cedimento, rimasto “vivo” a lungo. Ora le reti dovrebbero fornire un buon argine contro sgradite novità.

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