I sindacati: «Da cambiare le norme sulle supplenze»
REGGIO EMILIA. Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda hanno inviato al prefetto di Reggio, Raffaele Ruberto, una lettera aperta in merito alle numerose criticità, in particolare per quanto...
REGGIO EMILIA. Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda hanno inviato al prefetto di Reggio, Raffaele Ruberto, una lettera aperta in merito alle numerose criticità, in particolare per quanto riguarda le ricadute della legge di stabilità 2015 sul personale e sul funzionamento delle istituzioni scolastiche del territorio provinciale. Si chiede al prefetto di farsi portavoce presso il governo affinchè, in attesa di cambiare la legge con la prossima finanziaria, «si giunga, anche per via interpretativa della norma, a soluzioni operative immediate in grado di superare, sia pur provvisoriamente, gli aspetti di palese ingestibilità della legge di stabilità 2015».
«La norma - si legge nella lettera - oltre ad aver previsto la riduzione di 2020 unità di personale Ata, taglio puntualmente attuato in organico di diritto seppur "recuperato" con l' organico di fatto, poneva vincoli, a parere delle scriventi inaccettabili, sulle sostituzioni del personale in caso di assenza. Tali vincoli sono stati confermati dalla nota 25141 dello scorso 10 agosto che fornisce annuali istruzioni per le supplenze del personale docente, educativo ed Ata per l'anno scolastico 2015/16».
I sindacati segnalano, nello specifico, «il divieto di conferire supplenzeal personale docente, per il primo giorno di assenza del titolare; al personale assistente amministrativo, salvo l'ipotesi in cui l'esigenza di sostituzione nasca presso istituzioni scolastiche il cui organico di diritto abbia meno di tre posti;al personale assistente tecnico;al personale appartenente al profilo di collaboratore scolastico, per i primi sette giorni di assenza.Tali perentori divieti impediranno alle scuole di garantire nella legittimità la loro offerta formativa».
Per quanto riguarda i docenti, «si verranno a creare situazioni di assoluta emergenza - scrivono i sindacati - soprattutto nei plessi con poche classi o in caso di assenza contemporanea di più docenti, là dove non si potranno adottare misure organizzative ricorrendo ad altre risorse professionali in servizio. Tali evenienze, tutt'altro che ipotetiche, risulteranno particolarmente gravi nelle scuole dell'infanzia e primarie: quelle in cui, non a caso, era da sempre consentito di nominare supplenti fin dal primo giorno».
Ma, se possibile ancora più grave, si presenta secondo i sindacati la situazione relativa al personale Ata in quanto «per i collaboratori scolastici il divieto vale per tutta la prima settimana di assenza del titolare. Nel caso i plessi siano presieduti da un solo collaboratore scolastico, L'assenza dell'unico collaboratore diventerà problematica perfino per l'apertura della scuola, per la vigilanza sugli accessi, nei corridoi e nei servizi, per la cura della persona e l'assistenza all'handicap».
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