Via Emilia fra parole e musica
Certe Notti, letteralmente, rimangono nella storia della musica di una città. E quella di sabato 19 settembre sarà archiviata come una notte grandiosa, che ha coinvolto per la sua importanza non solo gli amanti di Ligabue, ma l'intera Reggio Emilia, che si è riunita calorosamente attorno a un evento musicale di primo piano.
A concerto concluso, quando tutto torna alla normalità, è giusto riconoscere razionalmente l'imponente lavoro che è stato svolto dai tanti protagonisti che hanno organizzato questa grande serata.
E sono tanti, i player di una serata del genere: dall'artista e i suoi produttori, che hanno regalato, per intensità e qualità, uno spettacolo unico; ai soggetti istituzionali che hanno garantito i servizi fondamentali, sanitari, di pubblica sicurezza e viabilità; alla comunità reggiana che, all'insegna di una convivenza pacata, in poche ore ha visto raddoppiare senza intoppi la sua popolazione.
Una città che, insieme agli organi di informazione, ha saputo mettere in valore questo ennesimo, importante evento che, da un punto di vista musicale, è il quinto concerto di livello internazionale che Reggio, a partire dal 1997 con gli U2, si trova a ospitare. E che conferma come "Campovolo" non sia solo un luogo geografico e fisico alle porte della città, ma un brand riconosciuto, che ne fa un collaudato contenitore per la musica rivolta al grande pubblico.
Per tali motivi, dopo una serata del genere, una riflessione complessiva sul futuro dell'area è difficilmente rinviabile. Facendo mie le parole del sindaco Vecchi: "Non è stato il primo... Non sarà nemmeno l'ultimo...", anch'io credo e vorrei che non fosse l'ultimo concerto.
Perché un’Arena eventi "che deve vedere protagonista ovviamente un operatore privato per gli investimenti di gestione" con i suoi relativi servizi collegati, può essere un'opportunità non solo per Reggio, ma per un intero sistema territoriale che vede coinvolta la Regione Emilia-Romagna, che finora è conosciuta a livello internazionale su tre temi, quali food, motor e wellness.
Oggi la Regione è in grado di valorizzare anche quell'importante filone culturale collegato alla musica, grazie a tanti protagonisti che noi conosciamo bene e che caratterizzano una via Emilia ideale e geografica fatta di musica e parole, e che nella musica trova profonde radici e solide tradizioni.
L'opportunità che si apre impone una valutazione alle istituzioni che rappresentiamo, all'indomani di una ennesima dimostrazione di come - consapevoli di alcuni disagi che una città vive e che andranno attenuati - i benefici portati hanno sicuramente un valore innegabile.
Il Campovolo è un luogo con un bacino potenziale di diversi milioni di fruitori, che può fare da volano per il rilancio dell'Area Nord: è una sfida che diventa una visione strategica complessiva, in grado di intersecare un sistema viario e ferroviario in collegamento con i grandi snodi nazionali, il bosco urbano, l'arena spettacoli, le Reggiane e i tecnopoli, e la complessa rete di servizi per le imprese che si sta sviluppando in questa fetta di città.
E' proprio da qui che può partire un progetto industriale che non sempre si deve connotare per la manifattura, ma anche per quell'industria culturale che può sorgere come indotto qualora si investa su un Campovolo dedicato ai grandi eventi.
Un investimento in cultura, se ben fatto, può produrre una moltiplicazione significativa delle risorse messe in campo. Questo è valido anche per Reggio Emilia, soprattutto se si sviluppa la filiera della musica, che contribuisce a definire l'identità della nostra Regione ed è un patrimonio fruito e apprezzato da un vasto pubblico. Quindi oltre all'indotto di tipo turistico e alberghiero, si può aprire un segmento produttivo basato su formazione, scuola e produzione musicale di alto livello.
A questa visione, al di là dell'approfondimento sui contenuti che seguirà, la Regione guarda con curiosità e interesse. Ed è disponibile, fin da ora, a fare la sua parte. Consapevole, non da oggi, della potenzialità dell'area, e con la certezza e la capacità tutta emiliana di fare progetti ambiziosi che ci fa dire: "Sono sempre i sogni a dare forma al mondo/ Sono sempre i sogni a fare la realtà".
* sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia Romagna
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
