La mortadella di Salvaterra rivendica la primogenitura
CASALGRANDE. La mortadella di Casalgrande approda all’Expo 2015 per rivendicare la propria primogenitura. Oggi, all’interno della settimana organizzata dalla Regione Emilia Romagna nel proprio...
CASALGRANDE. La mortadella di Casalgrande approda all’Expo 2015 per rivendicare la propria primogenitura. Oggi, all’interno della settimana organizzata dalla Regione Emilia Romagna nel proprio spazio al Cardo nord/ovest, ci sarà un momento dedicato a Casalgrande e alla sua mortadella. Il titolo parla chiaro: “8 maggio 1556, fiocco rosa a Salvaterra di Casalgrande, un’importante tappa nella storia della mortadella”. Alle 16 verrà presentata una ricerca storica del professor Roberto Gandini, che ha ritrovato nell’Archivio di Stato reggiano un documento del XVI secolo, un inventario dei beni di don Gian Maria de Paninis, cappellano della chiesa del San Salvatore di Salvaterra. «È la prima volta che in un atto pubblico reggiano compare un insaccato di carne suina con la denominazione di “mortadella” e indicati gli strumenti che servono per la sua produzione», spiegano gli amministratori comunali. Oltre a Gandini, interverranno Massimo Malnerich dell’istituto Salumi Italiani Tutelati e Paolo Trevisi, docente dell’università di Bologna. Per l’occasione il Comune di Casalgrande e la Pro loco hanno organizzato un pullman aperto a tutti. Il ritrovo è alle 7 in piazza Costituzione a Casalgrande, il rientro è previsto attorno alla mezzanotte. Il costo, comprensivo di viaggio e biglietto d’ingresso, è di 25 euro per i soci della Pro loco e 50 euro per tutti gli altri.
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