Lo sfratto è impossibile, proprietari ostaggio degli inquilini morosi
Famiglia prima fa pagare metà affitto in nero, poi viene denunciata. «Non abbiamo più visto un euro. Il tribunale rinvia, non riusciamo a mandarli via»
CASALGRANDE. Da anni “ostaggio” dei loro inquilini, che nel frattempo hanno trovato anche un’altra casa. È al limite del surreale – affrontata dal lato di qualsiasi protagonista – la vicenda in cui da parecchio tempo si trova coinvolta una famiglia di Casalgrande proprietaria di una villetta bifamiliare, per metà occupata dallo stesso nucleo.
L’altra metà è stata affittata, quasi 10 anni fa, a una coppia di coniugi con cui nei primi tempi la convivenza è andata benissimo, e con cui era stato trovato un accordo non del tutto regolare: il pagamento mensile della locazione era infatti diviso in una parte a norma, sancita dal contratto, e da una seconda parte in nero, per cui il proprietario rilasciava delle “ricevute”, dei semplici fogliettini.
Una prassi illegale che in un primo momento stava bene a tutti. Il contratto di affitto era il classico “4 più 4”, quattro anni rinnovabili per altri quattro anni al termine del primo periodo. Per il primo quadriennio è andato tutto bene, e il contratto è stato prorogato. A quel punto, racconta la famiglia casalgrandese, «i nostri inquilini ci hanno mandato una lettera dell’avvocato e pochi mesi dopo abbiamo ricevuto la visita della Finanza».
Una mossa a sorpresa, visti gli ottimi rapporti intrattenuti sino a quel momento, in cui la ragione era legalmente dal lato degli inquilini, che hanno ottenuto di non pagare l’affitto per i quattro anni seguenti. In pratica, è stato ritenuto che la quota in nero versata “coprisse” il nuovo periodo.
Una ventina di mesi fa il contratto arriva al termine, e qui iniziano i nuovi problemi: «Queste persone non hanno ripreso a pagare l’affitto, sono rimaste dentro la casa tranquillamente senza sborsare un soldo. E in questo periodo siamo convinti che abbiano anche un’altra residenza, sempre in zona, in cui si alternano», raccontano dalla famiglia di Casalgrande.
A quel punto «abbiamo avviato noi tutte le pratiche per chiedere lo sfratto, ma i tempi sono lunghissimi. Prima i rinvii del tribunale, poi le proroghe dello sfratto, e ancora dei certificati in cui sostengono di avere problemi di salute e di non potersene andare per motivi fisici». E ora? «Siamo ancora in attesa. Abbiamo avuto tante spese legali e la casa non è utilizzabile.
L’errore iniziale c’è stato, quello nessuno lo mette in dubbio, ma adesso siamo noi a pagare per le scorrettezze di altri, e la legge è decisamente a favore degli inquilini. Capiamo le tutele, ma quando si trovano persone come queste, che fanno apposta per marciarci sopra, anche i proprietari hanno bisogno di garanzie e di certezze. E noi non ne vediamo».
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