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correggio, IL CONCERTO PRO TERREMOTATI

Mirandola premia Ligabue per “Italia Loves Emilia”

Mirandola premia Ligabue per “Italia Loves Emilia”

CORREGGIO. Dopo avere calcato il palcoscenico del Campovolo sabato scorso, il rocker Luciano Ligabue ritorna protagonista, questa volta in trasferta, in un ambito completamente diverso. Il “Liga”sarà...

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CORREGGIO. Dopo avere calcato il palcoscenico del Campovolo sabato scorso, il rocker Luciano Ligabue ritorna protagonista, questa volta in trasferta, in un ambito completamente diverso. Il “Liga”sarà infatti a Mirandola, nel Modenese, il prossimo sabato 17 ottobre, in occasione del Premio Pico promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola in collaborazione con Carisbo. All’artista correggese sarà consegnato il premio speciale per l’impegno dimostrato nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto del 2012, in particolare con il concerto “Italia loves Emilia” al Campovolo. Di primissimo piano anche gli altri premiati: Jacques de Larosière, governatore onorario della Banca di Francia (premio internazionale); Antonio Paolucci, storico dell’arte e direttore dei Musei Vaticani (premio nazionale); Luciano Fecondini, presidente di Medica Spa (premio imprenditoria locale); Vito Zincani, giurista e magistrato (premio nei settori di intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola).

La cerimonia di premiazione inizierà alle 10 all’Auditorium “Rita Levi Montalcini” di via 29 Maggio. «Io sono rimasto toccato – ha commentato Luciano Ligabue in occasione del concerto Italia loves Emilia – emozionato da un fatto: dopo il terremoto, diversi miei colleghi, sapendomi vicino all’epicentro di quel sisma devastante, mi hanno cercato per dirmi: se decidete di fare qualcosa, io ci sono. Quindi, una volta che Maioli è partito per organizzare questa cosa, ci siamo ricordati dell’adesione spontanea di nostri amici e colleghi. Ciò ci ha consentito di compattarci immediatamente per un unico, giusto fine. Ognuno ha fatto la propria performance, con la voglia di stare insieme. Italia loves Emilia ha trasmesso un’aria speciale e ha dimostrato che la musica è “responsabile” anche quando è bistrattata, quando è ascoltata distrattamente, anche quando non ha più un mercato discografico. La musica resta capace di mettere insieme la gente e di dare un segnale di presenza. Una delle cose più importanti non è solo che lì si siano raccolti soldi, ma soprattutto che chi è stato colpito dal terremoto non si sia sentito solo perché ha avvertito la presenza di qualcuno che lo ha pensato. Questa cosa l’ho verificata personalmente girando nei campi: ho visto che con un gesto semplice questo mostra alle persone che non si sentono più isolate. E allo stesso tempo si è tirata la giacchetta alle istituzioni per ricordare che c’è bisogno del loro intervento».

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