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Polemiche tristi e avvilenti

Guido Pellicciardi
Polemiche tristi e avvilenti

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Le continue polemiche delle opposizioni politiche civiche, grilline e leghiste del consiglio comunale di Reggio Emilia ogni volta che Ligabue offre alla città di Reggio Emilia un suo concerto, capace di attirare centinaia di migliaia di persone da tutta Italia, producendo non solo indotto economico ma anche cultura, socialità e divertimento, sono avvilenti.

Anche la proposta di realizzare l'Arena Campovolo, avanzata dal suo manager Claudio Maioli, anzichè suscitare entusiasmo e speranza per una possibile nuova e diversa crescita economica e culturale di Reggio Emilia ha avuto l'effetto prevalente di ispirare dietrologie e polemiche al ribasso.

Se la comunità reggiana e il suo gruppo dirigente, inteso in senso ampio e non solo nella sua componente politica, non è in grado di cogliere il valore dei grandi concerti che sono stati organizzati a Campovolo, oltre a quelli che si potrebbero in futuro ospitare in un'area attualmente sottoutilizzata e che negli scorsi anni ha creato perdite consistenti che la collettività ha poi pagato mediante i contributi che gli enti locali hanno destinato all'ente gestore di Campovolo, sarebbe la conferma di una società decadente, incapace di cogliere le opportunità che gli vengono regalate su un piatto d'argento.

La sensazione è che le forze politiche d'opposizione cerchino unicamente motivi di polemica e di contrasto politico. Sembra siano unicamente e disperatamente impegnati a cercare qualche "rogna" da sbattere in prima pagina per colpire l'avversario e magari per smontare il successo dell'evento di sabato scorso, oltre al progetto Arena Campovolo.

I grillini hanno solo cercato di distruggere la credibilità dei concerti di Ligabue e di "I Love Emilia" del 2012, gettando fango sull'organizzazione, adombrando dubbi sui costi sostenuti e quindi inducendo l'opinione pubblica a pensare che qualcuno potrebbe essersi messo in tasca soldi illecitamente.

Che tristezza e che vergogna per una forza politica che dovrebbe dare una mano a tutta la comunità più che cercare di distruggere l'immagine di chi prova ad operare per amore della propria terra, mettendoci anche lavoro volontario e soldi di tasca propria come è stato per Claudio Maioli per il concerto del 2012.

E poi che delusione non vedere tutto l'associazionismo culturale e il mondo imprenditoriale (vedi l'esempio del Consorzio del Parmigiano Reggiano "fieramente" assente dal concerto di sabato) in campo a sostegno di questo progetto di sviluppo della città e della provincia reggiana.

La sensazione è che siano tutti, o quasi, impegnati unicamente a coltivare il proprio orticello, a calcolare se ci sono vantaggi o svantaggi immediati di bottega, senza avere la capacità di alzare lo sguardo e di gettare il cuore oltre l'ostacolo, scommettendo su un progetto che potrebbe produrre solo effetti positivi per il bene comune. Vien proprio da pensare che nel reggiano non ci sia un diffuso gruppo dirigente adeguato ai tempi e in grado di cogliere le opportunità che gli vengono offerte. Peccato!

* ex assessore del Comune di Correggio

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