Scoppia la rissa in carcere durante una partita, due detenuti feriti
Uno è ricoverato in prognosi riservata in ospedale. Il Sappe denuncia: "Troppi pochi agenti per gestire tensioni crescenti"
REGGIO EMILIA. Rissa in carcere tra un gruppo di detenuti, sfociata con il ricovero in ospedale di due dei coinvolti. Mentre si alza forte il grido degli agenti della penitenziaria, attraverso il Sappe, che nuovamente denuncia: "Siamo troppo pochi".
Tutto è successo verso le 13.30. Ventisei detenuti ammessi alle attività sportive erano usciti nel campo da calcio accompagnati da tre agenti. Durante la partita di calcio, verso le 14.30 circa, un detenuto tunisino ha aggredito un connazionale ancora per ragioni da chiarire. Lo ha ferito al collo, procurandogli un taglio che ha iniziato a grondare sangue. Ma questo ha scatenato la reazione degli altri detenuti che hanno aggredito il primo, pestato da circa dieci persone.
Immediatamente, è scattato l'intervento degli agenti. "Mettendo a rischio la propria incolumità personale, interveniva all’interno del campo per ripristinare ordine, disciplina e sicurezza, con il fine ultimo di portare in salvo il detenuto aggressore" spiega il segreatario provinciale del Sappe, Michele Malorni.
Tutti i coinvolti sono stati riaccomagnati in cella, tranne i due feriti per i quali si è reso necessario l'intervento di due ambulanze e un'automedica sul posto e il trasferimento in ospedale: uno ha dieci giorni di prognosi, l'aggressore pestato è in prognosi riservata.
"Il personale di polizia penitenziaria operante negli istituti penali di Reggio Emilia, nell’anno 2014 , ha gestito circa 64 eventi critici, nell’anno 2015 in solo 9 mesi, ha gestito circa 176 eventi - fanno notare dal sindacato - E’ di tutta evidenza che c’è stato un aumento in pejus delle criticità intramurarie negli istituti penali di Reggio Emilia, si registrano eventi critici che per tipologia, riconducono la gestione a venti anni fa. Pertanto il Sappe lancia un grido di allarme che arriva anche negli Uffici Dipartimentali di Bologna e Roma, maggiori garanzie nonchè risorse umane e tecnologiche per assolvere ai propri compiti istituzionali".
Il Sappe chiede che "i detenuti non meritevoli del regime aperto e irrispettosi del cosiddetto patto di responsabilità, ai sensi dell’art 78 DPR 230/2000, vengano isolati ed ubicati nelle celle di pernottamento singole ed esclusi dalle attività in comune a tutela dell’ordine, disciplina e sicurezza oltre per consentire alla restante popolazione detenuta l’espiazione della pena in condizioni dignitose e comunque nel rispetto delle vigenti normative detentive". Il Sappe ha convocato per mercoledì alle 16 un incontro sindacale per parlare di quanto accaduto.
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