Ex Cormo, sindacati sul piede di guerra
San Martino in Rio, Zaniboni (Cgil): «Nessuno sapeva della liquidazione coatta amministrativa. Ora è tutto un altro film»
SAN MARTINO IN RIO. «Durante i vari momenti di confronto che ci sono stati con tutte le parti in causa, non si è mai fatto cenno alla liquidazione coatta amministrativa. Questo ci allarma moltissimo e richiederemo subito un incontro con il commissario nominato dal ministero, anche sugli ammortizzatori sociali che abbiamo concordato durante le scorse settimane: sarà tutto da ridiscutere perché queste misure sono state adottate sulla base di uno scenario che è completamente cambiato. Nel settore delle costruzioni reggiane è la prima volta che assistiamo a una liquidazione coatta amministrativa per risolvere una situazione di questo tipo».
Dire che i sindacati sono arrabbiati dopo il decreto da parte del ministero dello sviluppo economico della liquidazione coatta amministrativa, richiesta da Legacoop per l’ex Cormo – divenuta circa un anno fa Open.co dopo la fusione con la Coop Legno di Castelvetro – è un blando eufemismo.
Dopo la notizia, pubblicata ieri dalla Gazzetta di Reggio, Rudi Zaniboni di Cgil Fillea è preoccupatissimo e delinea un orizzonte in cui i paletti fissati durante mesi di faticose trattative siano tutti da ridiscutere, perché non ci sono più certezze. Il ministero ha inoltre nominato il modenese Domenico Livio Trombone nel ruolo di commissario che dovrà gestire la procedura coatta amministrativa (Lca) e i sindacati presto lo contatteranno per approfondire parecchi punti del caso Open.co.
«Il tavolo di confronto previsto il 29 settembre è certamente rimandato – prosegue Zaniboni –. Noi eravamo usciti rincuorati dopo l’ultimo incontro perché ci avevano parlato di un piano che salvaguardasse i siti produttivi. Ora dovremo capire con il commissario come fare con gli ammortizzatori sociali, che non vanno più bene perché decisi in altro scenario. Inoltre chiederemo chiarimenti a chi ci ha prospettato il piano precedente, dove si vuole arrivare e perché non ci è stato detto che si voleva procedere così. Prima, inoltre, c’era un piano che interessava diverse aziende del comparto. Ora come si agirà? In altre parole, serve un percorso negoziale che non è mai iniziato, perché l’avremmo avviato una volta esplicitato il progetto, per far sì che nessun lavoratore fosse escluso dall’attività produttiva. A questo punto, invece, è tutto un altro film».
I sindacalisti, in particolare, sono in allarme per quanto riguarda l’applicazione dell’articolo 2112 che parla del mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di azienda. «Se si intende ancora applicare questo articolo – conclude Zaniboni – allora si può continuare il dialogo. Viceversa, il giudizio è profondamente negativo. Se scopriremo che la liquidazione coatta amministrativa è stata messa a punto per bypassare il 2112, che dà parecchie garanzie tra cui il mantenimento di tutti i lavoratori nel caso di affitto di azienda, decideremo con i lavoratori come muoverci».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
