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Il Parco punta sul turismo affettivo

Ligonchio, il progetto è attrarre i discendenti degli emigrati in Appennino

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LIGONCHIO. Diventa nazionale il progetto del Parco dell’Appennino dedicato ai discendenti delle famiglie emigrate che hanno mantenuto un legame con il proprio territorio di origine, e denominato “Parco nel mondo”.

A Milano infatti, nell’ambito di Expo, il Parco dell’Appennino lucano firmerà un accordo con il Parco dell’Appennino tosco emiliano per dare continuità e dimensione nazionale all’iniziativa, che può avere una forte ricaduta turistica e promozionale.

Sono milioni, infatti, gli italiani emigrati nel mondo, soprattutto nell’ultimo secolo, e gran parte di questi provengono dall’Appennino e rappresentano potenzialmente una grande risorsa.

«Investire nel turismo di ritorno – spiega una nota del Parco tosco emiliano – è un’opportunità che i due Parchi Nazionali intendono sviluppare. Anche per questo è stato organizzato l’incontro a Milano: il protocollo d’intesa che verrà firmato dai due Parchi prelude a una proposta che attraverso Federparchi sarà avanzata al Ministero dei Beni culturali e del Turismo».

Aggiunge il presidente Fausto Giovanelli: «Il senso d’appartenenza – spiega il presidente del Parco Fausto Giovanelli – non si spegne e se lo si coltiva ha una forza straordinaria. Il turismo delle radici, poi, certamente non ha solo una rilevanza commerciale, ma include valori di conoscenza e di relazioni umane ed è quasi naturalmente un turismo responsabile e sostenibile. Non ha niente a che fare con il mordi e fuggi di tanti flussi turistici e per un territorio di emigrazione come l’Appennino è un asset strategico».

Conclude poi una nota del Parco Nazionale dell’Appennino lucano: «Aderiamo con convinzione al progetto promosso dal Parco tosco emiliano: il primo ad aver intuito che la presenza nel mondo di “cittadini affettivi”, i quali ritornano nello loro terre conservando un attaccamento profondo, possa divenire volano di sviluppo per i luoghi di origine. Con il progetto “Il Parco nel mondo”, infatti, l’emigrazione di donne e uomini tenta di trasformarsi in un punto di forza e non più di debolezza; in un’opportunità per gli innumerevoli luoghi di tutta Italia, offrendo loro nuove prospettive di sviluppo, nel tentativo – conclude il Parco Nazionale lucano – di superare quelle condizioni di marginalità e isolamento dovute in gran parte allo spopolamento a cui si è assistito nei decenni passati». (l.t.)

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