Gazzetta di Reggio

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Violenti nella casa di Acer «Siamo pronti a sfrattarli»

di Leonardo Grilli
Violenti nella casa di Acer «Siamo pronti a sfrattarli»

Il vicesindaco annuncia la linea dura del Comune nei confronti degli inquilini «La famiglia sarà convocata al più presto, coinvolgeremo le forze dell’ordine»

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REGGIO EMILIA. Dopo il grido di aiuto dei residenti di un condominio vicino al centro città, i quali avevano denunciato le violenze quotidiane che erano costretti a subire da parte di un inquilino di un appartamento Acer, ora il Comune ha deciso di intervenire. E lo fa tramite Matteo Sassi, vicesindaco e assessore al Welfare, con delega a Economia solidale, Politiche sociali, sanitarie e del lavoro, Diritto alla casa e Centri sociali. Il più adatto insomma a dare una risposta ai cittadini reggiani coinvolti in questa brutta vicenda di degrado e paura. Risposta che è arrivata senza mezzi termini: «Questo nucleo familiare verrà convocato al più presto e per quanto mi riguarda, poichè gli strumenti sanzionatori ci sono e possono prevedere fino alla perdita del diritto a stare nell'alloggio, se non c'è un cambiamento concreto li sfrattiamo».

L’uomo e la sua famiglia abitano in quel palazzo dal 2006, e fin da subito hanno cominciato a vessare gli altri condomini con ogni tipo di abuso. Minacce di morte, gomme bucate, effrazioni in casa, feci sulle scale e un figliastro che abita con un materasso nei solai pubblici dell’edificio. Una situazione di estremo degrado, che però fin’ora non si è stati capaci di risolvere causa la presenza di un minore e la cautela dei Servizi sociali. Ma ora sembra che il Comune sia deciso a dire basta. «Se c'è una minore, tra l’altro ormai quasi maggiorenne, questo per noi non può e non deve essere un alibi. Perché ci prendiamo cura di quella minorenne, però dobbiamo garantire anche le condizione del benessere degli altri. E poi quello che sta accadendo ci preoccupa anche per il benessere della ragazza in questione». Una linea dura quella di Sassi, come sempre in questi casi: «La mia politica su questo fronte è sempre stata molto ferma. Non c'è nessuno strumento escluso per risolvere il problema e non ci devono essere zone franche in questo ambito. Se avremo bisogno convocheremo la forza pubblica. Non può essere che la prepotenza e l'arroganza di un singolo soggetto si imponga sulla collettività. Devono sapere che c'è chi è più forte di loro, e quel qualcuno è l’amministrazione comunale. Che difende il benessere e la tranquillità dei cittadini». Per quanto riguarda poi i soldi che il Comune avrebbe pagato per coprire migliaia di euro di affitto non pagati dall’uomo, Sassi risponde: «Il debito è stato accumulato nel corso di lungo tempo, ma io chiaramente ho fiducia e mi affido ai progetti che i servizi sociali mettono in campo. È evidente però che questa famiglia poco o tanto deve pagare l’affitto che gli spetta, come tutti quanti i condomini per bene».

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