Violenti nella casa di Acer «Siamo pronti a sfrattarli»
Il vicesindaco annuncia la linea dura del Comune nei confronti degli inquilini «La famiglia sarà convocata al più presto, coinvolgeremo le forze dell’ordine»
REGGIO EMILIA. Dopo il grido di aiuto dei residenti di un condominio vicino al centro città, i quali avevano denunciato le violenze quotidiane che erano costretti a subire da parte di un inquilino di un appartamento Acer, ora il Comune ha deciso di intervenire. E lo fa tramite Matteo Sassi, vicesindaco e assessore al Welfare, con delega a Economia solidale, Politiche sociali, sanitarie e del lavoro, Diritto alla casa e Centri sociali. Il più adatto insomma a dare una risposta ai cittadini reggiani coinvolti in questa brutta vicenda di degrado e paura. Risposta che è arrivata senza mezzi termini: «Questo nucleo familiare verrà convocato al più presto e per quanto mi riguarda, poichè gli strumenti sanzionatori ci sono e possono prevedere fino alla perdita del diritto a stare nell'alloggio, se non c'è un cambiamento concreto li sfrattiamo».
L’uomo e la sua famiglia abitano in quel palazzo dal 2006, e fin da subito hanno cominciato a vessare gli altri condomini con ogni tipo di abuso. Minacce di morte, gomme bucate, effrazioni in casa, feci sulle scale e un figliastro che abita con un materasso nei solai pubblici dell’edificio. Una situazione di estremo degrado, che però fin’ora non si è stati capaci di risolvere causa la presenza di un minore e la cautela dei Servizi sociali. Ma ora sembra che il Comune sia deciso a dire basta. «Se c'è una minore, tra l’altro ormai quasi maggiorenne, questo per noi non può e non deve essere un alibi. Perché ci prendiamo cura di quella minorenne, però dobbiamo garantire anche le condizione del benessere degli altri. E poi quello che sta accadendo ci preoccupa anche per il benessere della ragazza in questione». Una linea dura quella di Sassi, come sempre in questi casi: «La mia politica su questo fronte è sempre stata molto ferma. Non c'è nessuno strumento escluso per risolvere il problema e non ci devono essere zone franche in questo ambito. Se avremo bisogno convocheremo la forza pubblica. Non può essere che la prepotenza e l'arroganza di un singolo soggetto si imponga sulla collettività. Devono sapere che c'è chi è più forte di loro, e quel qualcuno è l’amministrazione comunale. Che difende il benessere e la tranquillità dei cittadini». Per quanto riguarda poi i soldi che il Comune avrebbe pagato per coprire migliaia di euro di affitto non pagati dall’uomo, Sassi risponde: «Il debito è stato accumulato nel corso di lungo tempo, ma io chiaramente ho fiducia e mi affido ai progetti che i servizi sociali mettono in campo. È evidente però che questa famiglia poco o tanto deve pagare l’affitto che gli spetta, come tutti quanti i condomini per bene».
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