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I Cobas sul maxi-appalto: «Resta il massimo ribasso»

I Cobas sul maxi-appalto: «Resta il massimo ribasso»

Manifestazione con sacchi di spazzatura ieri davanti agli uffici cittadini di Iren Nel nuovo bando resta decisivo il criterio dell’offerta più vantaggiosa»

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REGGIO EMILIA. Iren ha rivisto l’appalto delle polemiche. La gara per l’assegnazione dei servizi di raccolta dei rifiuti a Reggio, Parma e Piacenza è stata alzata di 3 milioni di euro: da una base di 48 milioni per due anni ai 51 milioni attuali. L’offerta messa sul piatto poco più di un mese fa dalla società partecipata dai comuni, aveva fatto sbottare aziende e cooperative sociali, che avevano poi incassato lo stop del bando da parte di Iren, che lo ha ripubblicato con qualche aggiustamento.

La prima risposta è una sonora bocciatura da parte dei lavoratori indiretti di Iren iscritti alla Adl Cobas, che ieri hanno manifestato a Reggio portando dei sacchi di spazzatura davanti agli uffici di Iren in piazza della Vittoria e davanti al municipio. «Come lavoratori della raccolta differenziata siamo oggi davanti agli uffici Iren a Reggio Emilia perché vogliamo far sentire forte e chiara la nostra voce nonostante il modesto ritocco effettuato sulla base del nuovo bando di gara» hanno dichiarato i Cobas nel volantino distribuito ieri in città. Il primo bando di Iren aveva un ribasso nei compensi tra il 15% e il 20%: cifra che ha indignato lavoratori, associazioni e cooperative, suscitando forte preoccupazione ponendo seri dubbi sulla stabilità dei posti di lavoro, sulla qualità del servizio e sul potenziale favoreggiamento all'ingresso di aziende illecite o legate alle organizzazioni mafiose presenti sul territorio, le uniche a poter sostenere simili condizioni economiche.

«Nonostante le nostre richieste Iren non ci ha nemmeno voluti sentire - dice Silvio Rosato dell’Adl Cobas - Riteniamo che la nuova offerta d'appalto, nella quale il criterio del massimo ribasso è ancora decisivo sugli altri, sia insufficiente: date le condizioni di lavoro già estremamente precarie, soprattutto in tema di sicurezza, e il progressivo deterioramento del servizio in atto, con la riduzione della frequenza di raccolta della frazione umida nei mesi estivi e la prevista chiusura del servizio porta a porta della raccolta del verde. Da novembre saranno i cittadini a dover portare gli sfalci presso le isole ecologiche. Un ulteriore taglio, seppur minore rispetto alla prima gara, è inaccettabile. Come è possibile che la tassa sui rifiuti sia aumentata del 25% negli ultimi 4 anni, mentre il servizio e i diritti di lavoro diminuiscono costantemente?».

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