Alimentare ed elettronica, fatturati in crescita
Reggio Emilia, la rilevazione dell'Ufficio studi della Camera di Commercio conferma i segni di ripresa dell'economia reggiana: in calo soltanto il settore ceramico e quello tessile
REGGIO EMILIA. Continua la fase di ripresa della produzione manifatturiera reggiana. Dopo il +2,2% registrato nel trimestre gennaio-marzo 2015, infatti, la produzione industriale ha segnato un +2,9% anche nel trimestre aprile-giugno.
L’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sull’andamento congiunturale dell’industria manifatturiera provinciale nel secondo trimestre dell’anno evidenzia una buona crescita sia del fatturato totale (+3,4%) che degli ordini complessivi (+1,1%).
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Unica nota negativa, sebbene il fatturato dell'export sia aumentato del 2,9%, è la decelerazione degli ordini dall’estero, che hanno fatto segnare un -0,8%, dato sul quale pesa la flessione degli ordini fuori frontiera per l’artigianato (-1,9%) e ancor più per il comparto metalmeccanico (-2,9%), che rappresenta oltre il 50% dell’export reggiano.
Per quanto riguarda la produzione, gli andamenti dei comparti leader della nostra industria manifatturiera appaiono per lo più positivi, sebbene diversificati.Il metalmeccanico continua a registrare buone performance, con una crescita dei volumi produttivi pari al 4,2% rispetto al secondo trimestre 2014.
Stesso andamento positivo per il settore alimentare (+3,9%), l’elettrico-elettronico (+3,1%), quello delle materie plastiche (+1,6%) e le “altre industrie manifatturiere” (+3,6%). Cali di produzione, invece, si registrano per l’abbigliamento (-2,3%) e per il ceramico (-1,8%).
Il periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini nel secondo trimestre 2015 registra una tendenziale stazionarietà rispetto al trimestre precedente, rimanendo sopra le 9 settimane, mentre sale al 76,5% della capacità produttiva il grado di utilizzo degli impianti rispetto al 75,2% del periodo gennaio-marzo di quest’anno.
Buone performance sul piano produttivo sono venute, nel secondo trimestre 2015, da tutte le dimensioni d’impresa, anche se con intensità differenti.
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Le aziende reggiane più strutturate (quelle con oltre 50 dipendenti) hanno registrato una crescita, rispetto all’analogo periodo del 2014, del 4%; quelle di piccola dimensione (cioè con un numero di dipendenti compreso fra 1 e 9) del 2,8% e le medie (da 10 a 49 dipendenti) dell'1,6%.
Pur alla luce di questi incrementi, gli imprenditori reggiani continuano comunque a nutrire dubbi sul consolidamento della ripresa, con previsioni di stabilità per l'immediato futuro. Per il terzo trimestre 2015 il saldo tra la percentuale di aziende che prevedono aumenti e quelle che prevedono flessioni è infatti di poco superiore allo zero sia per il fatturato che per la produzione.
Si collocano invece in territorio negativo le previsioni sugli ordini, inclusi quelli esteri, nei quali normalmente è sempre stata riposta la fiducia delle imprese della provincia di Reggio Emilia.
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