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Dopo il brutto fallo è rissa in un match Reggio-Parma

di Tiziano Soresina
Dopo il brutto fallo è rissa in un match Reggio-Parma

Supercoppa Uisp regionale: violenza al Tardini nella sfida fra il Rondò e l’Oiki Pugni, testate, spintoni: la gara viene sospesa, poi torna la calma e si va ai rigori

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PARMA. Una rissa in piena regola su un campo da calcio, quando ormai – sabato pomeriggio – era agli sgoccioli la sfida fra l’Oiki Parma e il Rondò Reggio Emilia, valevole per la Supercoppa regionale amatori Uisp nonché Memorial Ettore Marconi.

Il campo è nientemeno che il Tardini di Parma, il tutto davanti agli occhi esterrefatti dei vertici della Lega calcio Uisp che ora annunciano pesanti provvedimenti disciplinari.

E su quanto accaduto in campo, specie sulla “scintilla” che ha incendiato gli animi, le versioni discordano. Secondo quanto racconta la società reggiana è stato un brutto fallo su un giocatore del Rondò («Un’entrata a piedi pari sulla caviglia») che ha fatto scattare la reazione di chi ha subìto la scorrettezza. Fallo e reazione avvenuti nei pressi della panchina parmigiana che entra in campo ed è il caos: pugni, spintoni, schiaffi, calci, manate in faccia. Sempre per il club di Reggio, la tifoseria dell’Oiki ha esasperato gli animi con offese ad ogni azione verso il Rondò e l’arbitro. «I pochi esagitati – commenta Graziano Varini, presidente del Rondò – sono stati portati presto alla calma. Su quanto accaduto c’è troppa esagerazione, basti pensare che la gara è ripresa, sono poi stati battuti i rigori decisivi (si è imposto l’Oiki, ndr) e al termine le due squadre si sono riunite per la foto con il trofeo. La Digos? Non è venuta. In precedenza con l’Oiki ci siamo incontrati due volte, ma non era accaduto nulla, quindi nessuna vecchia ruggine. Ora la nostra paura – conclude – è che vengano presi dei provvedimenti disciplinari che non meritiamo». Sul momento-chiave è un po’ diversa la spiegazione che arriva dalla sponda parmigiana: «Una bolla di livore – racconta un giocatore dell’Oiki che chiede l’anonimato – deflagrata dopo continue minacce ricevute dagli avversari. “Siete vergognosi”, “Avete pagato l’arbitro”, “Ti spacco le gambe”, “Ti vengo a prendere sotto casa”: ecco cosa ci siamo sentiti ripetere in campo. Un nostro giocatore – prosegue – ha commesso un fallo, non voluto, ma comunque pesante. Una brutta entrata in ritardo e avrebbe anche potuto scattare il cartellino rosso. A quel punto tre avversari l’hanno circondato e un quarto, sbucato alle sue spalle, l’ha strattonato per i capelli e l’ha colpito con una testata. Molti compagni l’hanno soccorso, ma gli animi si sono infiammati». Lapidario Raffele Marconi, allenatore dell’Oiki e figlio di quell’anima dell’Uisp a cui è stato dedicato il trofeo: «La colpa è di entrambe le squadre». Va detto che entrambe le formazioni sono andate poi a scusarsi con la famiglia Marconi per quanto avvenuto in campo.

Duro sul parapiglia il presidente della Lega calcio Uisp regionale: «Con il loro atteggiamento hanno completamente inficiato lo spirito dell’iniziativa – spiega Andrea Casella – e sicuramente questa performance, che non trova giustificazioni, non verrà sottovalutata». Gli fa eco Silvana Cavalchi, presidente della Uisp di Reggio: «E’ un fatto grave, a dir poco deprecabile. In gennaio, per una rissa scoppiata in una gara di un nostro torneo, non abbiamo esitato a sospendere definitivamente l’intera competizione, per poi prendere pesanti provvedimenti su club e giocatori».

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