Gazzetta di Reggio

Reggio

«Omicidio stradale, così ci sarà giustizia»

di Luciano Salsi
«Omicidio stradale, così ci sarà giustizia»

Il parlamentare reggiano del Pd Paolo Gandolfi è relatore della proposta di legge all’esame delle Commissioni

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. E’ Paolo Gandolfi, deputato reggiano del Pd, il relatore della proposta di legge sull'omicidio stradale, che è all'esame delle commissioni riunite Giustizia e Trasporti della Camera, riunite da giovedì in sede referente.

A lui è toccata l'illustrazione preliminare del testo approvato in giugno dal Senato, che prevede fino a dodici anni di carcere per questa sorta di omicidio colposo aggravato commesso da chi provoca la morte di una persona mentre guida in uno stato di alterazione dovuto ad alcool o droga.

«La discussione – riferisce Gandolfi - si svilupperà prima in un comitato di una decina di deputati, poi nell'ambito delle due commissioni. Contiamo di arrivare al voto in aula entro il 15 ottobre, sentito il parere del Governo, con le correzioni rese obbligatorie da una palese incongruenza tecnica. Il testo quindi ritornerà al Senato per l'approvazione definitiva, che dovrebbe avvenire entro la fine dell'anno».

Così si prevede che arrivi in porto una norma da molti anni sollecitata dalle associazioni dei familiari delle vittime di incidenti stradali, ma rimasta a lungo “impantanata” in Parlamento. «Il testo attuale – spiega Gandolfi – ingloba anche la decina di proposte presentate in precedenza. Finalmente si sta per arrivare alla conclusione che avevo anticipato come relatore nell'illustrare il disegno di legge di riforma del codice della strada. La severità della pena non servirà tanto come deterrenza, quanto come strumento per fare giustizia. L'approvazione della norma da parte del Senato è già stata salutata con soddisfazione su Facebook da diverse associazioni, prima fra tutte la Federazione degli amici della bicicletta. Il consenso è molto diffuso. Lo stesso Automobile Club si è sempre dimostrato favorevole a misure volte a disciplinare i comportamenti degli automobilisti. Non s'è manifestata una opposizione politica. Sono contrari soltanto quelli che temono un eccesso di giustizialismo».

In effetti la proposta è stata approvata in Senato con 163 sì, 65 astensioni e soltanto due voti contrari. Peraltro vi sono stati apportati due emendamenti che sono ora al centro del dibattito.

Sono stati esclusi, cioè, i casi in cui l'omicidio avvenga a seguito di inversione di marcia in certe condizioni, su un attraversamento pedonale, su una linea continua, passando con il rosso o viaggiando contromano.

«Gli emendamenti - obietta Gandolfi - sono stati apportati soltanto alla fattispecie dell'omicidio, non a quella delle lesioni gravi, che sono pure sanzionate, per quanto con pene meno gravi. Ne deriva un'incoerenza che dovrà essere corretta, probabilmente reintroducendo i casi di punibilità esclusi dagli emendamenti». Rimane, in ogni caso, largamente condiviso l'obiettivo di rendere giustizia a chi ha perduto un famigliare a causa di una condotta peggio che irresponsabile. Si ritiene, infatti, che mettersi alla guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi (0,8 per un conducente professionista) equivalga a maneggiare coscientemente un'arma letale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google