Speleologo reggiano infortunato in una grotta
L’incidente ieri in provincia di Trento, soccorso e salvato da un infermiere Faceva parte di un gruppo di 27 escursionisti, bloccato per un ginocchio lussato
REGGIO. Avrebbe potuto avere un epilogo ben diverso l’escursione dei 27 reggiani che, ieri, sono andati alle grotte del Cangeron, in provincia di Trento, con il Gruppo spelelogico di Reggio.
Una delle guide, infatti, è rimasta ferita a parecchi metri di profondità e, se non fosse stato per il coraggioso intervento di un escursionista, probabilmente avrebbe passato la notte in grotta. Il gruppo è arrivato in Valsugana intorno alle 11 e si è subito diviso in due: famiglie con bambini hanno visitato le grotte più superficiali, mentre gli esperti si sono incamminati verso il ventre della terra.
Verso le 15, l’allarme: Laurence Dordoni, esperto speleologo, si era infortunato e non riusciva più a muoversi. Gli escursionisti in superficie hanno immediatamente chiamato il 118 e quattro squadre del Soccorso Alpino sono state inviate sul posto. Prima che i soccorritori arrivassero a Trento, dove si trovano le grotte del Cangeron, però, il trentenne Emanuele Gobbi ha deciso di rientrare. «È un infermiere – racconta l’amico e collega Ciro Bedin – e non ci ha pensato un secondo prima di tornare sotto terra. Ci avevano detto che Dordoni si era fatto male a una gamba, così lui è sceso nella grotta per steccargliela, in un modo o nell’altro».
Una volta raggiunto lo speleologo, però, Gobbi si è accorto che l’infortunio era più grave del previsto. «Dordoni si era lussato il ginocchio – racconta Bedin – e non riusciva ad alzarsi in piedi né a muoversi dal punto in cui era caduto».
È allora che il coraggioso – e bravo – infermiere ha deciso di prendere in mano la situazione, risolvendola. «Con una manovra gli ha fatto rientrare il ginocchio – continua, orgoglioso, l’amico –. E così, dopo aver atteso qualche minuto che il dolore si attenuasse, Dordoni è riuscito a tornare in superficie sulle sue gambe, ben appoggiato comunque al suo salvatore».
Una volta fuori, lo speleologo reggiano è stato soccorso dai medici e paramedici giunti alle bocche delle grotte: è stato caricato su una barella e trasportato in ospedale.
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