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Marketing a confronto: così si vende il Grana Padano

Jacopo Della Porta
Marketing a confronto: così si vende il Grana Padano

Venti milioni di budget, e ora l’assalto a Masterchef e agli show-cooking in tv

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REGGIO EMILIA. Ad Expo stanno avendo l’ennesima occasione di visibilità con la Cascina Triulza trasformata in un caseificio che produce due forme di formaggio al giorno, che saranno poi messe all’asta per beneficenza per i bambini di Haiti. Il Grana Padano, che nel 2014 ha fatto segnare una produzione di oltre 4,5 milioni di forme, di cui 1.588.000 destinate al mercato internazionale, con i suoi 885 milioni di euro di fatturato alla produzione nazionale, 1,5 miliardi al consumo nazionale e 530 milioni all’export, è la prima Dop italiana.

A certificare il primato sono i due primi posti raggiunti nelle classifiche 2014 e 2013 del “Rapporto sulle produzioni agroalimentari italiane Dop, Igp e Stg”, redatto da Fondazione Qualivita e Ismea. Nel 2012 in vetta per fatturato c’era il Parmigiano - Reggiano, che comunque si mantiene al secondo posto ed è distaccato di poco.

All’origine di questa crescita c’è sicuramente la capacità del Consorzio di promuovere eventi e strategie di marketing adeguate. Imbattersi nel marchio Grana Padano è decisamente facile, dato che fanno di tutto per essere presenti dove ci sono i consumatori e investe 20 milioni di euro all’anno in promozione.

Il Consorzio aveva persino portato i suoi striscioni allo stadio di Reggio, ma quando si sono accorti che il Sassuolo non giocava in provincia di Modena, ma nella culla del Parmigiano hanno deciso, per una questione di buoni rapporti con i concorrenti, di ritirarli. E per lo stesso motivo, interrogati sulle loro strategie di marketing, ci tengono a specificare che il loro Consorzio ha più mezzi a disposizione e non si ritiene più bravo di altri competitor.

Abbiamo chiesto a Mirella Parmiggiani, responsabile relazioni esterne, eventi e progetti speciali del Consorzio, di parlarci delle strategie presenti e future del Grana, e così abbiamo appreso di alcune importanti novità in cantiere.

Quali sono i mezzi prediletti dal Grana Padano per farsi conoscere? Media tradizionali, social network, eventi?

“Utilizziamo tutti i canali e con la massima attenzione seguiamo la loro evoluzione, supportati anche dal centro media. Da anni la parte più significativa dei nostri investimenti va alle televisioni e non solo con una massiccia campagna di spot. Basti pensare al moltiplicarsi dei programmi dedicati alla cucina, da quelli sulle reti generaliste sino ai masterchef divenuti quasi programmi di culto, dove puntiamo ad aprire spazi per interventi più articolati. Ma siamo presenti anche nel mondo dello sport, con una presenza importante in molti stadi dei nostri cartelloni pubblicitari. Ora però, partendo dal nuovo sito, abbiamo sviluppato la presenza diretta sulla rete internet, anche attraverso i social. E’ un settore al quale stiamo dedicando risorse importanti e che tocca la promozione in Italia e all’estero”.

Come definireste la vostra filosofia di marketing e quanta importanza ha il vostro ufficio nell'economia complessiva del Consorzio?

La promozione del Grana Padano è nella mission del Consorzio stabilita dalla UE con il riconoscimento della Dop. Tradotto in cifre, l’investimento medio annuo supera i 20 milioni di euro tra Italia ed estero, integrato quest’anno da una presenza in Expo in sette diverse strutture, tra padiglioni e spazi dedicati al food e alla ristorazione. La nostra filosofia punta a consolidare il miglior rapporto qualità-prezzo del Grana Padano rispetto agli altri formaggi duri, il valore aggiunto della Dop con il legame con il territorio rispetto ai prodotti similari e spesso lavorati all’estero e a far conoscere le importanti caratteristiche nutrizionali di un formaggio antico, ma moderno, il Dop più consumato nel mondo.

L'impressione è che in questi anni il Grana Padano abbia aumentato la sua visibilità. Avete scelto anche delle collaborazioni con altri colossi, penso al Pesto Barilla. Ci sono altri esempi??

Si tratta spesso di scelte fatte in autonomia da aziende che utilizzano il Grana Padano per i loro prodotti a cui il Consorzio offre collaborazione quando richiesto. Diciamo che il miglioramento qualitativo costante del prodotto ed il grande successo del Riserva stagionato oltre 20 mesi hanno reso il Grana Padano un prodotto in grado di soddisfare gusti più esigenti e migliorare produzioni, come ad esempio nella pasta fresca o nelle pizze artigianali, che richiedono l’uso di un formaggio a pasta dura”.

La vostra strategia di marketing è apprezzata anche dagli esperti del settore?

Dalla stampa specializzata abbiamo avuto numerosi riconoscimenti. Al di fuori di questo ambito, voglio citare il premio “Un anno di zapping”, che per la campagna “Il buono che c’è in noi” abbiamo ricevuto dal Moige, il Movimento Italiano Genitori. E’ stata riconosciuta la forza di un richiamo etico ad una produzione rispettosa di ambiente, cultura, sicurezza alimentare senza scorciatoie per abbattere i costi. Diciamo che abbiamo puntato sui valori e non solo sulla convenienza con un messaggio ritenuto evidentemente anche educativo.

LEGGI - La replica di Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano

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