La Reggio romana rivive tra i tesori del Credem
Sabato la sede della banca, in via Emilia San Pietro, aprirà per visite guidate: oltre ai reperti archeologici in mostra anche le importanti collezioni d’arte
REGGIO EMILIA. Palazzo Spalletti Trivelli, sede del Credem in via Emilia San Pietro, apre le porte, sabato dalle 10 alle 19, per la visita ai tesori che contiene. Lo ha anticipato ieri il presidente Giorgio Ferrari che ha ricordato come questo rito si ripeta ormai da 14 anni nelle sedi storiche delle banche italiane. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12176880:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12176880:1649484320/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Una occasione per i reggiani che vogliono conoscere meglio la oro città – ha affermato - ed un impegno per noi a tutelare opere che sono un patrimonio che si tramanda da generazioni». La visita, gratuita, dura poco più di un’ora e viene guidata da alcuni esperti (Franco Bonvicini, Antonio Brighi, Odette D’Albo, Aurora Marzi, Filippo Silvestro, Alessandra Tellurio) consentendo in tal modo di conoscere ed apprezzare la ricca collezione pittorica realizzata fra il 500 e il 700 da artisti come Francesco Garcia, Lorenzo Costa, Denis Calvert, Guido Reni, Guercino, Camillo Procaccini, Alessandro Tiarini, Giovanni Lanfranco, Luca da Reggio, Leonello Spada, Giuseppe Maria Crescpi, Felice Boselli e Cristoforo Munari. Offre inoltre la possibilità di vedere una rara raccolta di arte orientale proveniente da Cina, India, Cambogia e Giappone. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12176663:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/29/fotogalleria/il-credem-mette-in-mostra-i-suoi-mosaici-romani-1.12176663]]
E soprattutto rende possibile la visita del sito archeologico posto al piano interrato che i recenti studi condotti dalla Duke University americana, sotto la guida del nostro concittadino Maurizio Forte, hanno qualificato; quelle che un tempo venivano considerate semplici fortificazioni, sono parte integrante di un antico tempio. Studi stimolati dal Lions Regium Lepidi che ha portato alla individuazione di tracce dell’antica città romana accanto a reperti di Terramare, Etruschi, Celti, Umbri e Liguri. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12176881:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12176881:1649484320/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I resti di mura interni al Credem sono stati scoperti grazie a scavi condotti fra il 1980 e il 1983, e fanno pensare ai resti di un Foro mentre i rilievi stratigrafici rinvenuti fanno curiosamente risalire ad una antica cultura artistico-imprenditoriale specializzata nel settore delle ceramiche. Un vecchio numero di Reggio Storia ha documentato le conoscenze fino ad allora raccolte sul sito archeologico del Credem che ora vanno implementate dagli studi di Forte e dei suoi colleghi americani.
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