Gazzetta di Reggio

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Maxi rissa in stazione, spunta ora un’altra verità

di Tiziano Soresina
Maxi rissa in stazione, spunta ora un’altra verità

Il questore di Reggio Emilia rivela che non c’entra la fidanzata maltrattata: «Nuove indagini, la causa delle botte fra nigeriani è diversa»

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REGGIO EMILIA. La rivelazione sulla maxi rissa che il 6 settembre ha terrorizzato una bella fetta di Reggio è arrivata – ieri mattina – dal questore Isabella Fusiello al termine della messa per la festa del patrono della polizia: «Pare che alla base – rimarca il numero uno della questura – vi sia un altro movente su cui stiamo indagando insieme alla procura».

Sinora si era parlato – anche in udienza – di due fazioni contrapposte, con di mezzo una donna, una certa Elisabeth, che il 5 settembre aveva chiesto aiuto alle forze dell'ordine perché il fidanzato - il connazionale 29enne Ehis Ughegele (vive a Ferrara) ora fra gli otto sotto inchiesta - la stava maltrattando e si sentiva in pericolo.

Botte che hanno indispettito la famiglia della donna a tal punto da organizzare la vendetta del giorno dopo in cui avevano finito per fronteggiarsi i familiari della giovane maltrattata e il fidanzato manesco affiancato da amici e conoscenti. Una caccia all’uomo con gli occhi iniettati di sangue e i nigeriani si erano affrontati con incredibile brutalità prima in un negozio etnico per poi arrivare davanti al piazzale della stazione, rinfocolando successivamente tanta ferocia in piazza Tricolore. Ma ora le indagini del pm Valentina Salvi starebbero virando verso un’altra motivazione.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12047272:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/06/fotogalleria/reggio-emilia-le-immagini-della-maxi-rissa-in-stazione-1.12047272]]

Intanto nei giorni scorsi è stato sentito anche l’ottavo nigeriano indagato – il 33enne Maicol Yehva – che non è più ricoverato in ospedale ed ha ferite guaribili in quaranta giorni. Assistito dall’avvocatessa Sabrina Ori, il 33enne ha detto, davanti al gip Angela Baraldi, di non sapere perché era stato aggredito quel giorno da dei connazionali appena uscito dalla stazione ferroviaria.

Ha spiegato di non conoscere i suoi aggressori e che il 6 settembre doveva solo incontrarsi con la fidanzata, invece è stato preso a calci, pugni ed ha riportato anche ferite da arma da taglio. Il gip Baraldi ha convalidato l’arresto e Yehva rimane libero in attesa che si concludano le indagini nei suoi confronti.

Giovedì, invece, affronteranno il processo gli altri sette nigeriani accusati della maxi rissa e che hanno da tempo l’obbligo di firma. L’intenzione degli imputati sarebbe quella di puntare ad un rito alternativo – quindi con sconto di pena di un terzo – il che sarà esplicitato dai difensori domani davanti al giudice Dario De Luca che potrebbe anche dover valutare la congruità della pena legata ad eventuali patteggiamenti.

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