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Migranti: il Pd pensa di sospendere il gemellaggio ungherese

Migranti: il Pd pensa di sospendere il gemellaggio ungherese

Casalgrande: il patto con Dunakeszi vacilla per le politiche magiare sui migranti. Il sindaco Vaccari: «Nessuno chiede un’interruzione immediata, ma ne parliamo»

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CASALGRANDE. Un gemellaggio a prova di accoglienza migranti, e di muri ungheresi. Questa sera il consiglio comunale dovrà discutere un ordine del giorno presentato dalla maggioranza sul futuro del ventennale gemellaggio con Dunakeszi, cittadina del Nord dell’Ungheria. E le discussioni fra gli autori del vecchio patto e gli amministratori di oggi sono già iniziate.

Il tema è quello delicato e doloroso delle ondate migratorie di profughi medio-orientali che cercano una via di salvezza in Europa; l’Ungheria, guidata dal primo ministro ultra-nazionalista Viktor Orbán, ha deciso di chiudere le frontiere con Serbia e Croazia, impendendo l’accesso ai migranti e ignorando così le disposizioni europee. Immagini e racconti che hanno fatto il giro del mondo, e che potrebbero avere ricadute anche a Casalgrande, perché la maggioranza Pd si pone dei dubbi sul prosieguo del rapporto con una realtà che sta attuando una politica lontanissima dai valori del centrosinistra italiana.

Dunakeszi è una cittadina di oltre 40 mila abitanti nella provincia di Pest, nel Nord del paese, quindi non lambita direttamente dalla questione migranti. Il suo sindaco, Csaba Dióssi, è anche rappresentante in Parlamento, e proprio per Fidesz, il partito di Orban, responsabile della chiusura.

«E’ inevitabile che si arrivi a discutere di questo argomento – dice il sindaco Alberto Vaccari –. La posizione dell’Ungheria per noi non è accettabile, è lontanissima da noi e dalle nostre idee politiche, e abbiamo deciso di discuterne liberamente nella sede più adatta: il consiglio comunale». Si partirà dal documento Pd, in cui si chiede di «valutare qualsiasi modalità di chiarimento in merito ai valori sociali e politici dei paesi con cui abbiamo un legame di gemellaggio, al fine di valutare il perdurare dell'esistenza nella corrispondenza di intenti con i quali l'accordo era stato a suo tempo sottoscritto». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12176772:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12176772:1649484320/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

E se così non fosse, «si chiede di valutare la possibilità di intraprendere un percorso per giungere ad una sospensione della collaborazione». Gli artefici del gemellaggio nato più di 20 anni fa hanno gradito poco questa decisione, sostenendo che andrebbe contro i valori con cui nasce un gemellaggio internazionale.

«Ogni posizione ha le sue ragioni – dice Vaccari – capisco che chi ha lavorato per il gemellaggio oggi voglia mantenerlo vivo. Credo che l’ideale sia discuterne liberamente, poi si valuterà il da farsi. È chiaro che nessuno vuole rompere il gemellaggio, e nessuno chiede un’interruzione immediata, però delle valutazioni vanno fatte, su questo argomento così importante».

L’ipotesi più probabile è raccogliere idee e posizioni del consiglio comunale e poi valutare se scrivere una lettera di chiarimenti alla municipalità di Dunakeszi per esprimere i dubbi casalgrandesi sulla politica estera ungherese. In base alla risposta dei gemelli magiari si deciderà se continuare o arrivare davvero a un’interruzione del rapporto. La questione è complessa; non sono certo gli abitanti di Dunakeszi il problema, ma in questi giorni incerti le posizioni ungheresi sull’accoglienza hanno riverberi anche a livello locale. (adr.ar.)

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